"rascel

«Io prendo manciate di parole e le lancio in aria; sembrano coriandoli, ma alla fine vanno a posto come le tessere di un mosaico».
(Renato Rascel)

mercoledì 17 ottobre 2012

...e poi è scoppiato il bubbone!

Questo accade quando si nasconde la testa sotto la sabbia!

All'inizio dell'anno, il 17 Gennaio  per la precisione, avevo letto quest'articolo che mi aveva sconvolta. Dava una risposta ai miei perchè sul degrado dei "Tamburi" di Taranto. L'ambiente e tutto il paesaggio da una trentina di anni sembrava peggiorare sempre sempre di più. Ci passo tutte le volte che vado in Basilicata o in Calabria, il che accade due o tre volte l'anno e ho visto ingiallire e poi seccare gli alberi, cipressi forse, piantati nei pressi del cimitero, oltre all'aspetto inospitale di un posto bellissimo prima dell'avvento dell'eco-mostro.
Nel pasarci vicinissimo, ci siamo sempre chiesto se solo noi ci rendevamo conto del disastro ambientale, non era possibile è ovvio!
Era come nella favola del "Re Nudo", veniva minacciato o addirittura punito chi osava dire la verità!
Con un post dal titolo "dire la verità  è scomodo" su "Compagni di Strada", avevo scritto così:

dire la verità  è scomodo 

16 GENNAIO 2012
 I turisti vanno a villeggiare sulle rinomate spiagge del meraviglioso Golfo di Taranto, mangiano anche i prodotti locali e sono compiaciuti delle sue bellezze.
Non tutti sanno, però, quanto l’inquinamento da diossina abbia colpito gli abitanti di Taranto e dintorni.
Se la nostra memoria non è tenuta a ritenere i fatti accaduti lontano da noi, non penso che sia un crimine per chi ci vive ricordarli per amore di sé stesso e degli altri (specialmente i turisti).
Mi sono imbattuta in questo articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno, ecco cosa è accaduto a chi non si rassegna a dimenticare.
Vi invito a leggerlo: per me è un esempio di negazione del diritto alla libertà dell’informazione e alla rivendicazione della tutela della propria salute e dell’ambiente. 


La Gazzetta del Mezzogiorno.itPuglia
Martedì, 17 Gennaio 2012 11:05

Taranto, «Denunciato
per la protesta
contro l’inquinamento»

TARANTO 
 «Ora denunciateci tutti». Scatena la reazione di diverse decine di cittadini nonchè di un folto gruppo di movimenti ed associazioni il fatto che sia stato denunciato uno dei giovani che martedì scorso, insieme a tanti altri, davanti al Tribunale dove era in corso la prima udienza del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi, ha issato uno striscione che metteva in evidenza come sul processo per il delitto di Avetrana si fosse accesa in modo potente l’attenzione dei media, mentre sull’inquinamento che da anni colpisce la città non si registra analoga attenzione.
«Quando un gruppo di giovani decidono di valorizzare la propria città e, senza far uso di bandiere o colori politici, si adoperano per migliorarla, ripulendo ed abbellendo le pubbliche piazze, vengono lodati dall'opinione pubblica ed apprezzati dalle autorità. Ma se un giorno - si legge nel documento di protesta - decidono di manifestare pacificamente usando uno striscione per portare alla luce una questione macroscopicamente ingiusta e dolorosa ecco che vengono denunciati. La motivazione? I coraggiosi ragazzi hanno inscenato una pacifica dimostrazione, durata pochi minuti, dinanzi al Tribunale dove da tempo si celebra il processo per la morte della povera Sarah Scazzi, divenuto fenomeno mediatico che suscita tanto scalpore per la curiosità morbosa del pubblico e la folta audience. Intervenuti a frotte, i media si sono trovati di fronte un gruppo di giovani e uno striscione con queste parole: “Su Sarah avete speculato ma del nostro inquinamento non avete mai parlato”». «Poche riprese rapide - si legge nel documento - ed il silenzio è calato nuovamente ma la protesta non è passata inosservata. No, perché uno di questi giovani è stato denunciato, quasi fosse un attentatore alla quiete pubblica».
Ma, si chiedono i firmatati dell’esposto, «è giusto che portatori di verità vengano denunciati come comuni malfattori? O sono solo detentori di una realtà che viene tenuta forzosamente nascosta sotto il tappeto? I risultati dell'inquinamento a Taranto devono rimanere un segreto di cui sono a conoscenza ben pochi: i cittadini di Taranto, i miticoltori, gli allevatori, i malati ed i tanti morti di tumore». «Esprimiamo piena solidarietà ai giovani - prosegue il documento - che, con vero spirito di sacrificio, si fanno portatori di una verità dolorosa, del senso di disagio e di lutto che la cittadinanza sopporta da decenni, nel silenzio delle autorità, della Regione e della Nazione, avvezze ad usare ben altro trattamento di acquiescenza verso i responsabili dell' inquinamento».
Tra i gruppi che aderiscono ci sono: 1000 per Taranto, Altamarea Taranto, Ascolto Aiuto, circolo Arci Pepper, Creativa Mente, Federazione provinciale Verdi, gruppo Mcs Puglia, Joe Black Production, Taranto lider, Taranto Pulita, Vivi Taranto e Wwf Taranto.
16 GENNAIO 2012

6 commenti:

  1. mi dispiace ma mi accorgo solo ora di questo importante post !Sullo striscione dei ragazzi c'è il riassunto di "tutta" una mentalità,che non oso chiamare cultura,e che ha portato ad una simile realtà;terribile per un ragazzo-e non solo-essere arrivati al punto che se dici la verità sei denunciato e rischi la galera, come se fossimo tornati indietro di decenni o come se non vivessimo più in un paese che ha versato sangue per conquistare la "libertà",non solo da un regime totalitario,ma una libertà intesa anche come identità personale oltre che collettiva.A volte si prova come un senso di impotenza di fronte a cose così "macroscopicamente ingiuste",come si legge nell'articolo,ma poi questa sensazione passa subito ed anch'io esprimo la mia più grande solidarietà verso tutti i giovani che pur subendo quella pesantissima realtà,si organizzano e lottano senza paura,denunciando a piena voce la terribile realtà-e loro ne hanno tutto il diritto,altro che denuncia !-per realizzare un cambiamento ed una trasformazione.

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    1. Sono di ritorno e da poco ho visto il tuo commento, molto saggio ed obiettivo.
      Tutte le tue considerazioni sono ineccepibilmente giuste, rivelano una sensibile e accurata coscienza umana, quella che si sta perdendo. Quella di chi considera il dono della vita strettamente connesso al diritto alla vita. Questo, liberamente inteso nella sua totalità senza sopraffazione degli altri e connesso all'interazione di tutti per la salvaguardia di tutti, e laddove ci siano gravi lesioni al diritto alla salute e alla esigenza naturale di ribellarsi, tale esigenza non deve essere soffocata ma deve considerarsi un momento essenziale che permetterà di porre dei ripari.
      E' una situazione delicatissima e difficilissima, e mi dispiace perchè dopo tutto quello che è successo, quasi quasi nessuno se ne ricorda più!
      Ho conosciuto alcuni lavoratori dell'Italsider/Ilva, qualcuno è stato anche alunno di una mia sorella, qualcun'altro è stato mio amico. Tutti sono usciti fuori da quella fabbrica di morte senza dire una parola, vergognandosi della loro impotenza, sono ritornati a lavorare nei campi, e qualcuno è anche morto.
      Quando ci penso mi sento molto male!
      Questo post lo avrei dovuto ripubblicare all'inizio, ma come ben sai ero fuori. Per me rappresenta la volontà di non operare per la vita,è la cecità e l'ottusagine assoluta. Vedendo questi fatti orrendi mi sento abitante della terra soggiogata da marziani. Mi ripeto in continuazione: "Se finiamo di esistere noi, loro pensano di farla franca davanti alla morte che ha falciato noi? o voleranno su di un altro pianeta più ospitale del nostro?

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  2. io spero,anzi ne sono sicura,che prima o poi la vittoria ci sarà...certo sta costando attualmente molte morti,malattie,invalidità... e tutto per cosa ? produrre acciaio (ed altri prodotti) per lo sviluppo industriale...ok.ma si poteva prevedere tutto ! e...la bellissima terra del tavoliere ed il mare così offeso,non potevano essere,mi chiedo, fonte di una sana "industria" più a misura d'uomo ? ma ormai tutto è ciecamente avvenuto e non so cosa dire,perchè qualunque mia parola può sembrare superficiale di fronte a chi vive questa realtà terribile. Più che i marziani,forse quelli,se ci sono,sono buoni :-), questa realtà...queste realtà,mi ricordano un vecchio film degli anni '50 che ho ritrovato in libreria qualche mese fa.Si chiama "L'invasione degli ultracorpi" ,è un film famosissimo .Si racconta che ,la gente di una grande città,pian piano,senza cambiare il viso o il proprio corpo,cambiava "dal di dentro",lo sguardo si svuotava e diventava profondamente indifferente per un'invasione aliena che togliendo di mezzo gli abitanti,li sostituiva con una "copia identica,ma...alienata" fino a che qualcuno si accorge della gravità e comincia ad urlare diffondendo l'allarme e penso che ora sia succedendo questo e lo fanno i giovani...di tutte le età:urlare,combattere,denunciare la terribile indifferenza ed anaffettività che vorrebbe svuotare le menti e cancellare le energie...ma la vita,come sappiamo,rinasce sempre,è un augurio ed anche una certezza,ciao !!

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    1. Sempre efficaci e bellissime le tue parole, sono anch'io dell'idea che "la vita,come sappiamo,rinasce sempre,è un augurio ed anche una certezza"
      Bello anche il ricordo del vecchio film di fantascienza che come allusione calza a pennello. Molto meglio del mio considerare idioti e poco intelligenti quelli che danneggiano le cose comuni non considerando che poi non ce ne saranno nemmeno per loro. Collocandoli su pianeti lontani come loro regolare dimora, con molta ironia,the medicine may go down. Ciao!

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  3. Purtroppo questo è lo specchio dell'Italia, un Paese corrotto e ignorante. E' lo Stato europeo in cui si leggono meno giornali. I politici attuali sono la bruttissima copia di quelli della prima repubblica. Imperano veline, calciatori, gossip, volgarità varie e assortite. La Francia, tanto per fare un esempio, è avanti a noi secoli nel campo della ricerca medica. In Usa non si paga l'Inps. Qui da noi sì, ma l'assistenza medica è pari a quella dell'America: cioè bisogna pagare! E i contributi versati? In Germania, le autostrade sono gratis. Mi fermo qui.
    Un abbraccio*

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  4. Sono perfettamente in linea con quello che dici, per chi va spesso all'estero (e mi dispiace considerare estero l'Europa) è una continua sofferenza. Ti indurisce maggiormente la corazza protettiva che ti mantiene in piedi negli attacchi meschini degli "stranieri", ma ti rode dentro tanto da scavare fossi incolmabili, perchè ti accorgi che è vero.
    Molto spesso sull'aereo mi sono sentita dire alle mie spalle, dal personale di bandiera non italiana: "eh! THE ITALIANS".
    Tutte le volte ho pensato a come ci siamo ridotti, come siamo finiti in basso proprio per gente che preferisce nascondere la cenere sotto il tappeto e sa di non passare mai l'aspirapolvere!
    Un abbraccio anche a te mia cara XX

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