"rascel

«Io prendo manciate di parole e le lancio in aria; sembrano coriandoli, ma alla fine vanno a posto come le tessere di un mosaico».
(Renato Rascel)
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martedì 4 marzo 2014

... dopo due anni sei ancora con noi... ci fai da guida, ci dai emozioni... come sempre

COME LA PRIMA VOLTA CHE L' HO INCONTRATO

“LA MORTE E' SOLO LA FINE DEL PRIMO ATTO DELLA VITA”
Così ha considerato la vita,
e questo lo ha insegnato anche a me.

In un periodo di sfrenate contestazioni di stupidi modelli involuti e stantii, prendendomi per mano come fa un fratello maggiore, lui  mi ha suggerito il modo di vedere la vita così, come l'aveva sempre vista, con gli occhi e il buonsenso umano, senza pregiudizi e bigottismi, dogmi e misteri.
Ha insegnato ad una intera generazione ad assaporare la bellezza per poi continuare a viverla senza vergognarsene, proprio perchè esiste una morale positiva in tutto quello che ci è stato messo a disposizione.
…e so con certezza che ha tenuto per mano anche i miei giovani, per questo gli sarò sempre grata.




Lucio Dalla, il fratello maggiore di tutti noi. Quando ero ancora inesperta e molto vulnerabile, l'ho incontrato così, con questa canzone, "4 Marzo 1943", il suo aspetto naif, una voce particolarmente penetrante e un nuovo modo di cantare fatti e persone da menestrello. 
L'ho ascoltato ed ho accolto subito il suo invito alla riflessione sui problemi sociali del mio tempo.
Non era giusto, infatti, considerare frutto del peccato il bimbo nato da un incontro di due persone non sposate. Non era da considerare come un tabù o qualcosa di molto imbarazzante da dover essere accettato come un peccato mortale, l' incontro tra un soldato americano e una brava ragazza italiana in una realtà come quella della nostra seconda guerra mondiale.
La narrazione di una realtà pura e semplice senza malizie e pregiudizi, sembrava squarciare i veli di una educazione amorevole ma falsa. Non era una canzone che attestava con ironia e un pizzico di malizia con allusione indiretta ai pregiudizi dei contemporanei, come era avvenuto con la "Tamburriata" di grande e innegabile valore, ma sempre pura narrazione in un'ottica stereotipata.
Subito, al suo primo ascolto, ho notato qualcosa di più significativo: un ribadire che tutti i cuccioli d'uomo sono "Gesùbambino", non disgrazie o figli del peccato.
Così, prendendo per mano tutti gli uomini di buona volontà, al suono di una perfetta musica, come un onesto "pifferaio Magico", ci ha fatto comprendere che tutti i bambini sono attesi con amore dalla propria mamma, e che ogni mamma è grande proprio per questo.
Cantando senza ipocrisia o falso moralismo ci ha raccontato di questa ragazzina che aveva conosciuto il segreto della vita per eccellenza (quella con la V maiuscola intendiamoci), nella sua bellezza e nell'incanto in attimi dolcissimi, come ricordo di tanta emozione e come dono graditissimo, aveva avuto un "Bambinello" che le aveva motivato la sua esistenza.
Lo aveva atteso nel disagio più squallido (una taverna) e "l'unico vestito che aveva addosso" le segnava il tempo della gestazione divenendo "sempre più corto".
Ed ancora, lo aveva tirato su con il suo amore, l'affetto e la comprensione di una collettività semplice e solidale come i pastori che accolsero il Figlio di Dio.
Non so se sia facile comprendere cosa sia stata questa narrazione per me ancora adolescente, educata alla conoscenza dei valori dell' esistenza umana da persone impreparate, o spaventate, ma soprattutto in una scuola ancora molto lontana dal capire cosa significhi educare i giovani alla vita .
Era ancora la scuola fascista del "credere e obbedire"!

...e non so se possa bastare il mio semplice 
GRAZIE 
detto con tutta la riconoscenza che ti devo, mio caro fratello maggiore,
ma tu mi hai insegnato che la semplicità è la via più diretta che va al cuore!!! 

lunedì 20 maggio 2013

UN ANNO DOPO, dedicato agli amici blogger emiliani scomparsi dalla rete.

Mi mancano tanto.
Non conosco le loro fattezze umane, ma so come si muove il loro cuore e la loro anima.
Non li incontro più da un anno.
Hanno tenuto duro per un po', e poi non li ho rivisti più.
Comunque so che si danno da fare e hanno ben altro a cui pensare.
Cliccare qui per continuare
Normalmente non perdo facilmente la speranza, e in questo caso non mi abbandona l'idea di vedere i loro blog animarsi come una volta. Non smetto di visitarli e anche se sembro un po' folle ogni tanto lascio una testimonianza del mio passaggio.
Lo faccio specialmente per il mio amico Max  @http://grigionebbia.blogspot.it/che proprio un anno fa postava così (http://grigionebbia.blogspot.it/2012/05/flash.html):

20.5.12


Flash

Quanta paura.
Terrore allo stato puro.
Non so, io vivo al terzo piano e la scossa l’ho sentita eccome. 
Stavo dormendo: all’improvviso un boato fortissimo, il primo pensiero che un treno fosse deragliato ed avesse colpito il palazzo.
Tutto in casa si muoveva: televisore, suppellettili, tutti gli oggetti, mobili, tutto.
Svegliarsi così, col cuore in gola dal terrore è stata la più brutta esperienza vissuta finora nella mia vita. E' inenarrabile quanto possano essere lunghi 20 secondi. Sentirsi prima impotenti, poi vulnerabili sopravvissuti.
Riabbraccio tutti quelli che mi esprimono conforto. E, consentitemi, piena solidarietà a tutti i miei conterranei che, come me, hanno vissuto questa brutta esperienza. Le facce per strada erano ovviamente sconvolte: visi lividi, persino lineamenti stravolti dal terrore.
Ed un pensiero particolare ai lavoratori che hanno perso la vita durante il lavoro.

ore 19.20: Vi abbraccio tutti. E' una situazione assurda: sono qui in condizione da zombie, ogni tanto si sente qualche strano movimento, la giornata è oltretutto piovosa, come se non bastasse ci sono dei deficienti che spargono voci incontrollate, Vigili del Fuoco e Protezione Civile si stanno facendo in quattro contando che la zona ovest (quella che va verso Bondeno, Cento, Finale Emilia, per spiegarmi) è anche quella con un tessuto produttivo più significativo, e lì i danni sono ingenti. In città c'è il terrore, mascherato spesso da voglia di normalità, di tranquillità: ma quella ce la si gioca, in queste circostanze. Si infrange sul primo calcinaccio che incontri per strada.
Perchè poi basta un rumore di quello del piano di sopra che sposta la sedia a farti sobbalzare.
Parafrasando Dylan, "A hard night is gonna fall".

Per Paolo: la "tua" Copparo non sembra avere grossi danni materiali, ma la paura scava a fondo nel morale.

Non so se Max leggerà il mio post, ma voglio aggiungere a quello che noi amici gli abbiamo già detto, rinnovare la mia ammirazione per lui e per tutta la gente che ha visto tremare la terra e crollare tutto intorno, ma ha saputo reagire con forza e grande fiducia nelle proprie risorse e una instancabile tenacia.


Io ti sono, e vi sono, vicina col cuore

"Should auld acquaintance be forgot,
And never brought to mind?
Should auld acquaintance be forgot,
And days o’ lang syne!"

giovedì 2 maggio 2013

AMICIZIA E DIVORZIO

Ripropongo il post pubblicato il 15 dicembre 2011 (periodo natalizio) perchè sono sempre alla ricerca di una risposta soddisfacente a questo mio dilemma:
PUO' IL DIVORZIO DETERMINARE LA FINE DI UN’AMICIZIA?


La sola parola divorzio mi mette sempre tanta tristezza.Secondo me, racchiude tutta l’essenza della delusione e della sconfitta di una coppia. E' comunque sempre il rimedio migliore per situazioni drammatiche e insostenibili, questo è fuori d’ogni discussione, ma riguarda solo ed esclusivamente il privato dei due.Non mi piace schierarmi da una parte o dall’altra, per me la famiglia è una cosa seria non è un campo di calcio che ha vita anche con il tifo dei fans.
E’ molto doloroso pensare alle ripercussioni che ha un divorzio sui figli, e come inciderà sul loro futuro, specialmente perché molto spesso sono sballottati da uno o dall’altro genitore, o addirittura anche usati come arma contro uno o l’altro coniuge. Questo, ahimè, è dolorosamente noto a tutti.
Non ho esperienze dirette di divorzio, ma in giorni di preparativi per il Natale mi assale una rabbia proprio causata da un divorzio.Molti anni fa in Inghilterra avevamo conosciuto una famiglia molto felice. Marito sereno, colto, estroverso, sensibile, sempre disponibile, insomma un amico che tutti vorremmo avere… E noi lo avevamo trovato. Sua moglie molto saggia, anche lei molto disponibile ma un po’ meno disinvolta e non molto loquace.Due figli che riflettevano la solarità e la serenità dei loro genitori, quindi una famiglia simile a quella del Mulino Bianco.Eravamo orgogliosi di averli come amici. Ogni anno ci si vedeva in estate. A Natale c’era lo scambio degli auguri e la cerimonia del pacco da spedire con tutti i nostri regalini per i quattro cari amici. Poi c’era l’altra cerimonia: l’apertura del loro pacco con tutte le British sorprese possibili e immaginabili  per noi e i nostri bambini.
Tutto questo è durato imperturbabile fino a pochi anni fa quando, dopo 48 anni di matrimonio invidiabile, il divorzio ha fatto rompere l’incantesimo.In questi casi c’è tutta una serie di procedure che non mi interessano, ma cosa c’entro io nel loro divorzio?Io c’entro sì, perché nessun giudice ha provveduto ad assegnare gli amici comuni all'uno o all'altro. Non è previsto, lo so, e forse a ripensarci, meno male.
A noi è rimasta la nostra amica Maria, ma abbiamo perduto Barry che lasciando sua moglie (fatti loro) ha dovuto rinunciare a noi... e poi, in base a quale legge?Abbiamo cercato di contattarlo in tutti i modi, ma tutto invano, il divorzio ha colpito anche noi!


giovedì 18 aprile 2013

I "MIEI" GATTI

Un sosia di Pussy da google
...e sì, lo confesso anch'io amo i gatti!
Non tanto i domestici, ma i randagi.
Mi "hanno adottata", sono nostri ospiti durante le vacanze e vengono a farmi visita in campagna dove passo i mesi estivi, mentre loro sono padroni assoluti d'inverno.
Il primo ad iniziare la tradizione e ad entrare in confidenza con noi, fu Pussy.
Avevamo in comune una crisi d’abbandono da smaltire e questo favorì l'incontro.

Era una mattina di settembre, i miei ragazzi erano partiti il giorno precedente, le loro ferie erano finite, mi mancavano tanto e questo mi metteva un magone immenso.
Lui era arrivato mentre rientravo dopo aver chiuso il cancello, avevo accompagnato mio marito che faceva una capatina in città.
Piccolissimo, una palletta dorata, desideroso di una nuova famiglia. Era evidente, ci avevano giocato per tutta l’estate e poi lo avevano abbandonato.
Essendo allergica al pelo degli animali, avevo cercato di allontanarlo, ma lui niente, aveva deciso. Noi eravamo meritevoli della sua compagnia, non c'era nulla da discutere.
Lo avevamo nutrito e dato affetto per due anni. 
Pussy non ci lasciava un attimo, era gelosissimo e se venivano a farci visita altri gatti li aggrediva.
Ancora piccolo, si era trascinato dietro una gatta con i suoi micetti dietro. Ce li ritrovammo a primavera che giocavano in un angolino del back garden tra il fico e il corbezzolo che strategicamente li proteggevano dagli eventuali pericoli.
Dapprima timidi e paurosi, poi più fiduciosi e più giocherelloni.
Erano cinque micetti, la loro mamma e un'altra gatta che dava una mano ad accudire la famigliola. Pussy che già li conosceva, li aveva accettati e divideva con loro il suo territorio.
Poi un brutto giorno, per l'arrivo di strani "vicini", tipi che a modo loro amavano gli animali, è ritornato agonizzante, sbranato dal loro dobermann.

Lo abbiamo perduto, ma noi non siamo più rimasti soli.
Dei cinque micetti adesso ne è rimasta una, gli altri li abbiamo visti morire nel nostro giardino avvelenati e non sappiamo chi sia stato.
Ora è nostra ospite padrona la superstite del gruppo, la mamma di Douce e di Kitty e forse altri micetti che avrà "sfornato " chissà dove e che tra poco li vedremo con loro. 

Facendomi compagnia, sempre a debita distanza, insegnandomi cos'è il rispetto e l'amicizia, è come se mi ringraziassero donandomi la loro cortese e deliziosa presenza. 
Si fermano in giardino e ci osservano.
Molto spesso giocano tra loro rincorrendosi o improvvisando lotte e simpatiche azzuffate o semplicemente aspettano l’ora di pranzo.
Mi regalano le loro prede (immaginate un po’ cosa possano essere) forse per riconoscenza alle nostre coccole "alimentari" e alla nostra protezione o soltanto perchè ci vogliono bene.
D'inverno andiamo a trovarli e se non sono nel nostro giardino, dopo pochi minuti arrivano di corsa a salutarci e a svuotare il loro piatto pieno di cibo adatto a loro.
Miagolando tranquillamente sembrano intrattenerci finché non andiamo via, fiduciosi ci  seguono in tutto ciò che facciamo sempre a debita distanza, difendendo così la loro riservatezza di randagi che noi assecondiamo con affetto.



martedì 15 gennaio 2013

DEDICATO A UN NUOVO ANGELO:


Alice Pyne

Con grande tristezza ho letto l'ultimo post della mia coraggiosa amica blogger Alicepyne che da giugno 2011 è stata qui a "Alice's Bucket List". Lo ha postato la sua amica amica Vicky che le è stata molto vicina in questi anni insieme ai suoi amici intimi. L'ha aiutata a realizzare i suoi desideri, quelli della sua bucket list che sono nella prima pagina del suo blog.

Riporto il post
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12 January 2013

Sad news

Our darling girl, Alice, gained her angel wings today. She passed away peacefully with Simon, Milly and myself by her side. We are devastated and know that our lives will never again be the same.

Vicky
12 January 2013

#Night Night Alice


Posted by Alice x 
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 Piena di vita e determinata nella realizzazione dei suoi propositi, è stata un esempio per tutti, si presentava così

About Me

My Photo
Hi, I'm 17 years old and live with my parents and sister in Ulverston. I've been fighting cancer for over 5 years and now I know that the cancer is gaining on me and it doesn't look like I'm going to win this one :( I'm hoping to write in here as much as I can and I'm also going to show my bucket list which I'm trying to get done before I have to go. Hopefully, I'll update as I tick each one off the list :)


ORA CHE HAI RICEVUTO LE ALI DOPO TANTE SOFFERENZE SEI CON GLI ALTRI ANGELI IN PARADISO E IL MIO PENSIERO SARA' SEMPRE CON TE.



domenica 10 giugno 2012

dedicato...

ad un carissimo amico, Max, alla compagna della sua  vita, alle sue figlie e a tutta la sua gente: hanno visto cambiare la loro esistenza da un momento all'altro.
Non serve guardarsi indietro. E' tutto impresso nel nostro cuore in modo indelebile.
La continuità di una esistenza serena, come quella di una volta, è ancora lì nei vostri sguardi e nella forza del vostro amore come lo è stato da sempre e continuerà per tutta la vita.
Pour la vieeeee!!!!


LA VIE EN ROSE (E.Piaf-Louiguy)
LA VITA TUTTA ROSA (trad. Cle Reveries)

Des yeux qui font baiser les miens,
Occhi che fanno abbassare i miei

Un rire qui se perd sur sa bouche,
Un ridere che si perde nella sua bocca
Voila le portrait sans retouche
Ecco il ritratto senza ritocchi
De l'homme auquel j'appartiens
Dell'uomo al quale appartengo


Quand il me prend dans ses bras
Quando mi prende fra le braccia  
Il me parle tout bas,
Mi parla a bassa voce
Je vois la vie en rose. 
Vedo la vita tutta rosa
Il me dit des mots d'amour,
Mi dice parole d'amore 
Des mots de tous les jours,
Parole di tutti i giorni,
Et ca me fait quelque chose. 
E sento che mi suscitano qualcosa

Il est entre dans mon coeur 
E' entrato nel mio cuore,
Une part de bonheur 
Una parte di felicità
Dont je connais la cause
Di cui conosco la causa. 

C'est lui pour moi. Moi pour lui
E' lui per me, Io per lui 
Dans la vie,
Nella vita  
Il me l'a dit, l'a juré pour la vie.
Me l'ha detto, l'ha giurato sulla sua vita.

Et des que je l'apercois
E fin dal momento in cui lo scorgo da lontano
Alors je sens en moi Mon coeur qui bat
Allora sento in me, il cuore che batte...

Des nuits d'amour a ne plus en finir
Notti d'amore senza fine
Un grand bonheur qui prend sa place
Una gran felicità che si fa largo 
Des enuis des chagrins, des phases 
I fastidi, i dolori si cancellano
Heureux, heureux a en mourir.
Felice, felice da morire

Quand il me prend dans ses bras
Il me parle tout bas,
Je vois la vie en rose.

Il me dit des mots d'amour,
Des mots de tous les jours, Et ca me fait quelque chose.

Il est entre dans mon coeur
Une part de bonheur
Dont je connais la cause.

C'est toi pour moi. Moi pour toi
Dans la vie, Il me l'a dit, l'a jure pour la vie.

Et des que je l'apercois
Alors je sens en moi
Mon coeur qui bat

sabato 3 marzo 2012

ANCORA SU LUCIO DALLA



4 Marzo 1943


Lucio Dalla,  il fratello maggiore di tutti noi. Quando ero ancora inesperta e molto vulnerabile, l'ho incontrato  così, con questa canzone, "4 Marzo 1943", il suo aspetto naif, una voce particolarmente penetrante e un  nuovo modo di cantare fatti e persone. L'ho ascoltato ed ho accolto subito il suo invito alla riflessione sui problemi sociali del mio tempo.
Non era giusto, infatti, considerare frutto del peccato il bimbo nato da un incontro di due persone non sposate.  Non era da considerare come un tabù o qualcosa di molto imbarazzante da dover essere accettato come un peccato mortale, l' incontro tra un soldato americano e una brava ragazza italiana in una realtà come quella della nostra seconda guerra mondiale.  
La narrazione di una realtà pura e semplice senza malizie e pregiudizi, sembrava squarciare i veli di una educazione amorevole ma falsa. Non era una canzone che attestava  con ironia e un pizzico di malizia con allusione indiretta ai pregiudizi dei contemporanei, come era avvenuto con la "Tamburriata" di grande e innegabile valore, ma sempre pura narrazione in un'ottica stereotipata.
Subito, al suo primo ascolto, ho notato  qualcosa di più significativo: un ribadire che tutti i cuccioli d'uomo sono "Gesùbambino", non disgrazie o figli del peccato. 
Così, prendendo per mano tutti gli uomini di buona volontà,  al suono di una perfetta musica, come un onesto "pifferaio Magico", ci ha fatto comprendere che tutti i bambini sono attesi con amore dalla propria mamma, e che ogni mamma è grande proprio per questo. 
Cantando senza ipocrisia o falso moralismo ci ha raccontato di questa ragazzina che aveva conosciuto il segreto per eccellenza della vita (quella con la V maiuscola intendiamoci), nella sua bellezza e nell'incanto in attimi dolcissimi, e come ricordo e dono graditissimo aveva avuto un "Bambinello" che le aveva motivato la sua esistenza. Lo aveva atteso nel disagio più squallido (una taverna)  e "l'unico vestito che aveva addosso" le segnava il tempo della gestazione divenendo "sempre più corto". Ed ancora, lo aveva tirato su con il suo amore, l'affetto e la comprensione di una collettività semplice e solidale come i pastori che accolsero il Figlio di Dio.


 Non so se sia facile comprendere cosa sia stata questa narrazione per me ancora adolescente, educata alla conoscenza dei valori  dell' esistenza umana da persone impreparate, o spaventate,  ma soprattutto in una scuola ancora molto lontana dal capire cosa significhi educare i giovani alla vita . 


Era ancora la scuola fascista del "credere e obbedire"

giovedì 1 marzo 2012

LO RICORDERÒ SEMPRE COSI'...

COME LA PRIMA VOLTA CHE L' HO INCONTRATO


“LA MORTE E' SOLO LA FINE DEL PRIMO ATTO DELLA VITA”
Così ha considerato la vita,
e questo lo ha insegnato anche a me.
In un periodo di sfrenate contestazioni di stupidi modelli involuti e stantii, prendendomi per mano come fa un fratello maggiore, lui  mi ha suggerito il modo di vedere la vita come l'ha sempre vista lui, con gli occhi e il buonsenso umano, senza pregiudizi e bigottismi, dogmi e misteri.
Ha insegnato ad una intera generazione ad assaporare la bellezza per poi continuare a viverla senza vergognarsene, proprio perchè esiste una morale positiva in tutto quello che ci è stato messo a disposizione.
…e so con certezza che ha tenuto per mano anche i miei giovani ed anche per questo gli sarò sempre grata.

Non so se può bastare il mio semplice 
GRAZIE 
detto con tutta la riconoscenza che ti devo, mio caro fratello maggiore,
ma tu mi hai insegnato che la semplicità è la via più diretta che va al cuore!!! 

giovedì 15 dicembre 2011

IL DIVORZIO E GLI AMICI




DOMANDA ( … e questa volta la faccio in modo esplicito): -SECONDO VOI,  IL DIVORZIO PUO’ DETERMINARE LA FINE DI UN’AMICIZIA?-


La sola parola divorzio mi mette sempre tanta tristezza. Secondo me, racchiude tutta l’essenza della delusione e della sconfitta di una coppia.
E' comunque sempre il rimedio migliore per situazioni drammatiche e insostenibili, questo è fuori d’ogni discussione.
Non mi piace schierarmi da una parte o dall’altra, per me la famiglia è una cosa seria non è un campo di calcio.
E’ molto doloroso pensare alle ripercussioni che ha un divorzio sui figli, a come inciderà sul loro futuro, specialmente perché molto spesso sono sballottati da uno o dall’altro genitore, o addirittura anche usati come arma contro uno o l’altro coniuge. Questo, ahimè, è dolorosamente noto a tutti.
Non ho esperienze dirette di divorzio, ma in giorni di preparativi per il Natale come questi mi assale una rabbia proprio causata da un divorzio.
Molti anni fa in Inghilterra avevamo conosciuto una famiglia molto felice. Marito sereno, colto, estroverso, sensibile, sempre disponibile, insomma un amico che tutti vorremmo avere… E noi lo avevamo trovato. 
Sua moglie molto saggia, anche lei molto disponibile ma un po’ meno disinvolta e non molto loquace.
Due figli che riflettevano la solarità e la serenità dei loro genitori, quindi una famiglia simile a quella del Mulino Bianco.
Noi eravamo orgogliosi di averli come amici. Ogni anno ci si vedeva in estate. A Natale c’era lo scambio degli auguri e la cerimonia del pacco da spedire con tutti i nostri regalini per i quattro cari amici. Poi c’era l’altra cerimonia: l’apertura del loro pacco con tutte le British sorprese possibili e immaginabili  per noi e i nostri bambini.
Tutto questo è durato fino a pochi anni fa quando, dopo 48 anni di matrimonio invidiabile, un divorzio ha fatto rompere l’incantesimo.
In questi casi c’è tutta una serie di procedure che non mi interessano, ma cosa c’entro io nel loro divorzio? Io c’entro sì, perché nessun giudice ha provveduto ad assegnare gli amici, non è previsto, lo so e forse a ripensarci, meno male.A noi è rimasta la nostra amica Maria, ma abbiamo perduto Barry che lasciando sua moglie (fatti loro) ha dovuto rinunciare a noi.
Abbiamo cercato di contattarlo in tutti i modi, ma tutto invano, il divorzio ha colpito anche noi!


martedì 29 novembre 2011

A TREASURE IN MY MIND. A SAFE FOR THAT

Ai nuovi amici
Sono qui da qualche giorno, provengo da http://msreveries.splinder.com/  e mi ero appena ambientata quando Splinder ha deciso di dare lo sfratto a tutti.
Nel traslocare non ho potuto fare a meno di portare con me alcune cose, forse per me le più importanti.
Questo post, per esempio, per me significa molto.
Spero soltanto di riuscire ad inserire anche il video perchè in questa casa ancora mi confondo tra tante cose nuove.

Giovedì, 12 Maggio 2011
A TREASURE IN MY MIND.
 A SAFE FOR THAT
Nella nostra mente custodiamo gelosamente tutti i nostri ricordi. Sono lì come in una cassaforte molto capiente la cui chiave non si trova. Come se un folletto si divertisse a nasconderla e ad offrircela nei momenti più impensati.
Ascoltate questo capolavoro dei Beatles che è uno dei motivi della colonna sonora della mia vita.
Soffermarmi sul significato e sul valore delle sue parole (forse meglio versi) per me è sempre motivo di riflessione sulle tappe della mia vita.
Gradirei che il mio folletto non mi perdesse la chiave, sarebbe la mia rovina!

In My Life - The Beatles (1965)
There are places I'll remember all my life, 
though some have changed.
Some forever not for better
some have gone and some remain.
All these places have their moments
with lovers and friends I still can recall.
Some are dead and some are living,
in my life I've loved them all
 But of all these friends and lovers
there is no one compares with you.
And these memories lose their meaning
when I think of love as something new.
Though I know I'll never lose affection
for people and things that went before
I know I'll often stop and think about them
in my life I love you more.

TRADUZIONE
(trad. di Cle Reveries)
Nella Mia Vita
Ci sono posti che ricorderò per tutta la vita
Sebbene  qualcuno sia cambiato
Qualcuno per sempre, non in meglio
Qualcuno se ne sia andato, qualcuno è rimasto.
Tutti questi luoghi hanno i propri momenti
Con amori e amici che ancora posso ricordare
Qualcuno è andato, qualcuno è vivo
Tutti questi posti hanno i propri momenti
Con amori e amici che ancora ricordo
Alcuni sono morti, alcuni sono vivi
Nella mia vita li ho amati tutti
 
Ma di tutti questi amici e amori
Nessuno è paragonabile a te
E questi ricordi perdono il proprio significato
Quando penso all'amore come qualcosa di nuovo
Anche se so che non perderò l'affetto
Per le persone e le cose che sono passate
So che mi fermerò spesso a pensare a loro
Nella mia vita vi amo di più.




Ecco i commenti degli amici di Splinder:


#1 15 Maggio 2011 - 17:52

Non amo pensare al passato, ma questa canzone dei Beatles mi piace tantissimo. E' un capolavoro.
  
Kaliparthena
#2 15 Maggio 2011 - 17:58

Non conoscevo questo pezzo dei Beatles, e invece è molto bello.
Che poi, di tutti, chi più di loro esprime un qualcosa che è oltre le parole e oltre la musica al punto da portarci ogni volta oltre il tempo?
Il nostro, tempo.
Ma anche, oltre ogni idea di tempo.
Kittymol

utente anonimo
#3 18 Maggio 2011 - 09:25

un libro di poche pagine noiose non è bello come un grande libro pieno di e storie e di emozioni che ti riempiono il cuore e ti fanno riflettere.
i ricordi sono tutte quelle pagine che sfogliandole ti creano qualcosa, senza ricordi saremmo vuoti.
un bacio
tua figlia.

utente anonimo
#4 18 Maggio 2011 - 20:57

Per Kaliparthena: Ascoltare la musica è sempre volare con la fantasia e la memoria. I Beatles sono maestri in questo. La loro musica ti fa entrare in un mondo di una calma unica, i loro testi son o sempre così coinvolgenti e molto profondi, sono efficaci analisi dell'animo umano. Io li trovo insuperabili e li adoro!
  
MsReveries
#5 19 Maggio 2011 - 01:23

Per Kittymol: E' proprio quello che penso anch'io dei Beatles. Sono unici e sempre validi,ed attuali. Suscitano le stesse emozioni ormai da generazione in generazione. Come dici bene tu. oltre ogni idea di tempo.
E come dice il mio affettuoso Anonimo, i nostri ricordi  servono a riempirci il cuore e ad emozionarci. Sono tutti nelle pagine della nostra vita che abbiamo  scritto noi, e rileggerle ogni tanto ci fa molto bene. E' sempre utile ripercorrere attraverso i ricordi, i sentieri del nostro vissuto e vedere con uno sguardo diverso e  distaccato, sia  per maggiore maturità ed esperienza, per valutare meglio le nostre imprese che siano state belle o meno belle, comunque nostre.
Il folletto evocatore potrebbe essere qualsiasi musica, odore, rumore, o sapore o anche immagine che fa da link tra noi e il nostro passato e ogni volta ci procura emozioni diverse.
  
MsReveries
#6 24 Maggio 2011 - 10:10

Per Tutti,
Riporto quello che scrive Riccardo Venturi nel suo blg http://ekbloggethi.blogspot.com/
Ἐκβλόγγηθι Σεαυτόν Asocial Network:
"Si resta affezionati alle proprie fantasticherie; diventano una parte di noi, sono nella memoria lunga. Ci son delle volte in cui, senza un motivo ed in un luogo qualsiasi, tornano alla mente. Ed allora si torna per un attimo ad aprire quella porta del faro di Palmaiola, chiusa da anni; si spolverano i mobili e le suppellettili, si verifica se le apparecchiature sono tutte in ordine, si aggiusta quella zampa di tavolino che cigolava e s'innaffiano i vasi di fiori che, chissà come, non appassiscono mai. Si dà un'ultima controllatina, si richiude la porta a tripla mandata e si torna alla legge di gravità. Ma tutto dev'essere pronto all'uso, sempre, in qualsiasi momento."L'Asociale Riccardo Venturi  
MI sembra una appropriata ed efficace chiosa del mio post, si deve restare affezionati alle proprie fantasticherie, non è puerile è umano! 
  
MsReveries
#7 09 Giugno 2011 - 19:21

Concordo. Sia su Venturi che sul valore della memoria, che è sempre "affettiva". Infondo, ricordiamo solo ciò che provoca in noi una forte emozione, ciò che bypassa la ragione per arrivarci solo dopo, quando l'emozione cerca una strada per trovare una ragione che non sempre è sufficiente a spiegare ciò che significa per noi, anche fisicamente, quell'emozione.
kittymol77