Io vi propongo questa rarità, una poesia del 1892 di Salvatore Di Giacomo.
Sono meteoropatica e questo tempo così pazzo non mi aiuta molto a scacciare malinconia e tristezza, così mi sono affidata alla terapia del surfing. So che funziona sempre, anche questa volta ha funzionato.
Mi sono sentita inondare da tanti ricordi belli ma così lontani nel tempo, evocatori di fatti e persone che ormai non ci sono più da moltissimi anni.
Il frastuono di un violento temporale a cui era seguita una pioggia sempre più incalzante che improvvisamente diveniva calma e tranquillizzante, mi hanno fatto venire in mente i versi che da bambina quando c'era un acquazzone recitava la mia "nonna Peppenella", una signora napoletana che consideravo mia nonna, mi ha insegnato la "lingua napoletana" e a parlarla correttamente come prima lingua. Passavo molto tempo con lei, era molto affettuosa e colta e da lei ho appreso tantissimo.
Ho digitato quei versi venuti da così lontano.
Così, "Marzo: nu poco chiove e n’atu ppoco stracqua…", i versi che sapevo fossero di un classico napoletano d'autore erano lì, e ho trovato....anzi ho scoperto, l'esistenza di una canzone d'amore,"Catarì", un pezzo storico del musicista Pasquale Mario Costa del1892 con le parole che sono i bei versi del poeta Salvatore Di Giacomo, "Marzo".
E sono stati tradotti nientemeno che da.... Pier Paolo Pasolini.
CATARI’
di M Costa - S. Di Giacomo
Marzo: nu poco chiove
e n’atu ppoco stracqua…
Torna a chiovere, schiove…
ride ‘o sole cu ll’acqua.
Mo nu cielo celeste,
mo n’aria cupa e nera…
Mo, do vierno, ‘e ttempeste,
mo, n’aria ‘e primmavera…
N’auciello freddigliuso,
aspetta ch’esce ‘o sole…
‘Ncoppo tturreno ‘nfuso,
suspirano ‘e vviole…
Catarí’, che vuó’ cchiù?
‘Ntiénneme core mio:
Marzo, tu ‘o ssaje, si’ tu…
e st’auciello, song io
Marzo
traduzione di Pier Paolo Pasolini
“Marzo: un po’ piove
e dopo un po’ cessa di piovere:
torna a piovere, spiove,
ride il sole con l’acqua.
Ora un cielo celeste,
ora un’aria cupa e nera:
ora le tempeste dell’inverno,
ora un’aria di primavera.
Un uccello freddoloso
attende che esca il sole:
sopra il terreno bagnato
sospirano le viole…
Caterina!…Che vuoi di più?
Cerca di capirmi, cuore mio!
Marzo, lo sai, sei tu,
e quest’uccello sono io”.
I hope March brings you the most joyful days, full of nice discoveries and leisure time!
RispondiEliminaa big kiss and wishes of a wonderful day
Wonderful day and wonderful March to you too my dear!
EliminaLove love
Sei fantastica, amica mia!
RispondiEliminaNon io sono fantastica, ma fantastici e meravigliosi sono gli amici come te!
Elimina*___________*
Un abbraccio grande ^^
RispondiEliminaAbbraccio e anche a te!
Elimina*________*
Bella!
RispondiEliminaPer quello che mi riguarda nulla mi da più emozioni della poesia di A. S.Novaro imparata, credo, in terza o quarta elementare, che mi si ripropone nel cuore e nella memoria ogni anno e sempre smuove qualcosa dentro.
Anch'io sono molto legata a quella poesia, quanti ricordi!
EliminaNon andavo ancora a scuola e la imparavo ripetendola con mia sorella che era in seconda elementare.
"che dice la pioggerellina di marzo!" Quanti sogni! ..." e sempre smuove qualcosa dentro" di me!
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Che tenerezza, e che ricordi! Quella nonna assomigliava certamente alla mia! Che tempi....la mia nonna una grande donna, bella, colta, e tanto buona. Napoletana doc, come quella nonna, anche la mia cantava canzoni così....
RispondiEliminaGrazie, un abbraccio
... sono ricordi bellissimi. Doni che la vita ci ha regalato e che sono indelebilmente impressi nel nostro cuore come esempi di donne nobili di grande sensibilità e cultura.
EliminaUn forte abbraccio anche a te, mia cara!
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