"Imagine no possessions, I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world"
...
"You may say I' a dreamer
but I'm not the only one"
"There's no time for us
There's no place for us
What is this thing that builds our dreams, yet slips away from us "....
"There's no chance for us
It's all decided for us
This world has only one sweet moment set aside for us!"
mercoledì 7 agosto 2013
lunedì 29 luglio 2013
"...: Omofobie strabiche" di Rossland, quasi un manifesto
Ho letto il post "Omofobie strabiche" della mia amica Ross(land), tratta gli stessi punti che vado rimuginando da tempo, con le stesse riflessioni ma non con la sua puntuale e lucida analisi che solo lei sa fare con tanto garbo, competenza e sensibilità.
Per me è come un manifesto che tutti dovrebbero leggere.
So che tra i miei amici blogger e tra quelli che passano in silenzio da qui, ci sono anche omosessuali, splendide e care persone e sento il dovere di divulgare quello che scrive Ross anche per loro.
Se mi fosse possibile lo farei leggere a Dario il mio ex alunno silenzioso, inebetito ed istupidito che mi ha sorriso dopo 5 anni, quando cioè si è liberato dell'oppressione dei genitori, dei pregiudizi e delle amarezze conseguenti e ha conosciuto un mondo, meglio, è riuscito a vedere e percepire il calore umano di chi da cinque anni gli era intorno: il suo mondo fatto di realtà che nulla hanno a che fare con il sesso. Come dice lei del suo amico, le ragazze lo hanno abbracciato con la loro spontaneità e il calore di chi sa che friend e friendship sono validi per tutti i generi.
Se potessi raggiungere Stefano, un ragazzo del basso Salento, che trent'anni fa confessava di farsi uno spinello solo la domenica per tirarsi un po' su, come mi diceva sorridendomi, per sentirsi rincuorato, tra lo scherno delle ragazze e dei ragazzi, suoi compagni di classe che dietro le sue spalle a gesti mi facevano capire che non andava proprio considerato tanto era gay.
Anche se forse troppo tardi, potrebbe avere la certezza che esistono persone come Ross che con la loro sensibilità sanno parlarne come la gente onesta vuole che se ne parli.
Grazie Grande Ross
Grazie Grande Ross
Ecco il link
...: Omofobie strabicheed ecco il post
sabato 27 luglio 2013
Omofobie strabiche
Il mio migliore amico era (è, ma non ci frequentiamo più), un omosessuale.
Con lui ho scambiato confidenze, dolori, lacrime, vacanze, montagne di libri, visto centinaia di films, scorazzato in giro per il mondo per inseguire un concerto o una mostra con quel piacere in più di avere per amico qualcuno con il quale condividi un'intera visione del mondo.
Ma non il sesso.
Non è mai sceso in piazza, che io ricordi, per partecipare a un Gay Pride e mai (che ricordi), ha sentito la necessità di dover fare una battaglia civile per prendersi il diritto a convivere con la persona del suo stesso sesso che amava, né gli è mai passato per la testa di volersi con questa sposare.
Abbiamo invece partecipato insieme a battaglie contro l'ostilità della burocrazia quando questa gli impediva di prendersi cura del suo compagno mentre questi era morente all'ospedale.
E prima ancora, insieme abbiamo partecipato alle battaglie civili per l'aborto, per il divorzio, per la depenalizzazione dell'uso delle droghe leggere, contro la fame nel mondo, per il diritto dei bambini nel mondo ad avere tutti un'educazione scolastica, contro tutte le mafie o per l'acqua pubblica, sulla quale è immorale concedere profitti (ma si concedono).
Tutte battaglie civili che non hanno un'identità sessuale, a ben vedere.
La sua amicizia mi ha insegnato meglio di qualunque codice penale che l'etichetta "omosessuale" ti può essere data a mo' di insulto per ragioni che nulla hanno a che fare con la sessualità e tutto con la miseria spirituale umana.
Trovo che vi sia sempre qualcosa di oscenamente pruriginoso, nelle persone che si occupano delle preferenze sessuali o delle camere da letto altrui.
C'era un motto, piuttosto in voga nei primi anni delle mie amicizie omosessuali, che dice forse più di quanto sembra:" Non sognarlo, fallo!".
Cui faceva seguito:" Veditela, 'sta cosa".
Come a dire che raramente è dato che un argomento tenga banco a lungo senza che chi lo tiene ossessivamente sul tavolo abbia un qualche personale conflitto non risolto sull'argomento di cui dibatte.
Ora, momento in cui pare che il sesso omosessuale sia tornato a essere l'ossessione più comune fra gli eterosessuali con zero conoscenza non solo del mondo omosessuale, ma della loro propria sessualità, mi sentirei di rispolverare entrambi i motti: "Vedetevela, 'sta cosa", e "Non sognatelo, fatelo!".
Indagassero a fondo infatti, i liberi dibattitori del tema omofobia, anche con metà dello zelo con cui si infilano non invitati nei pertugi altrui, potrebbero scoprire di coltivare in se stessi più amoralità di quanta ne potrebbero mai scoprire nelle caste pratiche sessuali di qualunque omosessuale.
Ah, certo, come dimenticarsene?
La morale comune, la famiglia, il nucleo fondativo della società, etc.
Più Mulino Bianco per tutti, concordo.
Peccato non sia data una famiglia in cui non covino rabbie deliranti e spesso orrendamente esplosive: è un rosario quotidiano di mariti che ammazzano le mogli, padri che ammazzano i figli, figli che ammazzano i padri, zii che stuprano le/i nipoti, fratelli che si accordano per far fuori i propri vecchi e godersi l'eredità, fidanzati bravi ragazzi che respinti organizzano lo stupro di gruppo dell'amata istantaneamente declassata a...
Tutte brave sacre famiglie, dedite tutte fino al giorno prima a sbandierare moralità e natura per il verso giusto, ne sono ragionevolmente certa.
Se poi si arriva, per contro, a una legge che vieta anche il solo esprimere un pensiero o una critica sull'omosessualità, punendo l'esercizio di tal pensiero addirittura con il carcere per omofobia, mi pare che siamo alla ratifica per legge di un'ignoranza sessuale assai diffusa.
Non basta la legge ordinaria per punire la discriminazione sessuale o la violenza di qualunque natura, contro un qualunque essere umano, di qualunque sesso questo sia?
Che poi, mi somiglia allo sguardo di un guercio, questa legge: punisce chi esprime pensieri offensivi contro un singolo orientamento sessuale (ogni altra perversione esclusa eh?, purché sia fra due sessi diversi, ça va sans dir), ma tace invece sul reato di tortura, che a me parrebbe tema su cui legiferare ben più urgente e grave, viste le non sentenze per assenza di una tal legge al processo per la macelleria umana al G8 a Genova.
Così mi chiedo: ma qual è il vero problema di chi si perde in discussioni e manifestazioni pro o contro questa legge sull'omofobia?
Che fa il paio, sia chiaro, con la legge sul femminicidio.
Che sia proprio la legge allora, a non funzionare, se anziché applicare i dispositivi di legge esistenti ci diventa necessario legiferare in modo personalizzato se a essere malmenato o ucciso o offeso o perseguitato è una donna o un omosessuale o un bambino o un...
O forse c'è che qualcosa non va in noi.
Forse non abbiamo proprio voglia di evolverci come umani, se ancora non riusciamo a convivere con le mille diverse interpretazioni dell'esistenza, che ogni essere umano rappresenta con il suo solo esistere, e reagiamo a ogni diversità e a ogni pensiero differente dal nostro con la stessa brutalità pavloviana dell'ominide del paleolitico che conosce ancora solo l'uso dei latrati bisillabici e della clava, che alza minaccioso contro ogni cosa a lui sconosciuta che si muova sotto il suo ristretto angolo di cielo.
Con lui ho scambiato confidenze, dolori, lacrime, vacanze, montagne di libri, visto centinaia di films, scorazzato in giro per il mondo per inseguire un concerto o una mostra con quel piacere in più di avere per amico qualcuno con il quale condividi un'intera visione del mondo.
Ma non il sesso.
Non è mai sceso in piazza, che io ricordi, per partecipare a un Gay Pride e mai (che ricordi), ha sentito la necessità di dover fare una battaglia civile per prendersi il diritto a convivere con la persona del suo stesso sesso che amava, né gli è mai passato per la testa di volersi con questa sposare.
Abbiamo invece partecipato insieme a battaglie contro l'ostilità della burocrazia quando questa gli impediva di prendersi cura del suo compagno mentre questi era morente all'ospedale.
E prima ancora, insieme abbiamo partecipato alle battaglie civili per l'aborto, per il divorzio, per la depenalizzazione dell'uso delle droghe leggere, contro la fame nel mondo, per il diritto dei bambini nel mondo ad avere tutti un'educazione scolastica, contro tutte le mafie o per l'acqua pubblica, sulla quale è immorale concedere profitti (ma si concedono).
Tutte battaglie civili che non hanno un'identità sessuale, a ben vedere.
La sua amicizia mi ha insegnato meglio di qualunque codice penale che l'etichetta "omosessuale" ti può essere data a mo' di insulto per ragioni che nulla hanno a che fare con la sessualità e tutto con la miseria spirituale umana.
Trovo che vi sia sempre qualcosa di oscenamente pruriginoso, nelle persone che si occupano delle preferenze sessuali o delle camere da letto altrui.
C'era un motto, piuttosto in voga nei primi anni delle mie amicizie omosessuali, che dice forse più di quanto sembra:" Non sognarlo, fallo!".
Cui faceva seguito:" Veditela, 'sta cosa".
Come a dire che raramente è dato che un argomento tenga banco a lungo senza che chi lo tiene ossessivamente sul tavolo abbia un qualche personale conflitto non risolto sull'argomento di cui dibatte.
Ora, momento in cui pare che il sesso omosessuale sia tornato a essere l'ossessione più comune fra gli eterosessuali con zero conoscenza non solo del mondo omosessuale, ma della loro propria sessualità, mi sentirei di rispolverare entrambi i motti: "Vedetevela, 'sta cosa", e "Non sognatelo, fatelo!".
Indagassero a fondo infatti, i liberi dibattitori del tema omofobia, anche con metà dello zelo con cui si infilano non invitati nei pertugi altrui, potrebbero scoprire di coltivare in se stessi più amoralità di quanta ne potrebbero mai scoprire nelle caste pratiche sessuali di qualunque omosessuale.
Ah, certo, come dimenticarsene?
La morale comune, la famiglia, il nucleo fondativo della società, etc.
Più Mulino Bianco per tutti, concordo.
Peccato non sia data una famiglia in cui non covino rabbie deliranti e spesso orrendamente esplosive: è un rosario quotidiano di mariti che ammazzano le mogli, padri che ammazzano i figli, figli che ammazzano i padri, zii che stuprano le/i nipoti, fratelli che si accordano per far fuori i propri vecchi e godersi l'eredità, fidanzati bravi ragazzi che respinti organizzano lo stupro di gruppo dell'amata istantaneamente declassata a...
Tutte brave sacre famiglie, dedite tutte fino al giorno prima a sbandierare moralità e natura per il verso giusto, ne sono ragionevolmente certa.
Se poi si arriva, per contro, a una legge che vieta anche il solo esprimere un pensiero o una critica sull'omosessualità, punendo l'esercizio di tal pensiero addirittura con il carcere per omofobia, mi pare che siamo alla ratifica per legge di un'ignoranza sessuale assai diffusa.
Non basta la legge ordinaria per punire la discriminazione sessuale o la violenza di qualunque natura, contro un qualunque essere umano, di qualunque sesso questo sia?
Che poi, mi somiglia allo sguardo di un guercio, questa legge: punisce chi esprime pensieri offensivi contro un singolo orientamento sessuale (ogni altra perversione esclusa eh?, purché sia fra due sessi diversi, ça va sans dir), ma tace invece sul reato di tortura, che a me parrebbe tema su cui legiferare ben più urgente e grave, viste le non sentenze per assenza di una tal legge al processo per la macelleria umana al G8 a Genova.
Così mi chiedo: ma qual è il vero problema di chi si perde in discussioni e manifestazioni pro o contro questa legge sull'omofobia?
Che fa il paio, sia chiaro, con la legge sul femminicidio.
Che sia proprio la legge allora, a non funzionare, se anziché applicare i dispositivi di legge esistenti ci diventa necessario legiferare in modo personalizzato se a essere malmenato o ucciso o offeso o perseguitato è una donna o un omosessuale o un bambino o un...
O forse c'è che qualcosa non va in noi.
Forse non abbiamo proprio voglia di evolverci come umani, se ancora non riusciamo a convivere con le mille diverse interpretazioni dell'esistenza, che ogni essere umano rappresenta con il suo solo esistere, e reagiamo a ogni diversità e a ogni pensiero differente dal nostro con la stessa brutalità pavloviana dell'ominide del paleolitico che conosce ancora solo l'uso dei latrati bisillabici e della clava, che alza minaccioso contro ogni cosa a lui sconosciuta che si muova sotto il suo ristretto angolo di cielo.
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giovedì 25 luglio 2013
Le cipolle di zia Cle', piatto di grande successo
... semplicissimo da realizzare con ingredienti poveri ma è buonissimo.
Da:
Affettate i pomodori come nella foto conditeli con un po' d'olio e salateli leggermente
Mettete le fette di pomodoro tra le due metà di cipolla.
Versate ancora dell'altro olio
Se avete la mozzarella e volete dare un tocco in più al piatto affettatela
Le cipolle normalmente da noi sono maggiormente considerate solo come aromi per sughi ed intingoli ma in Francia la zuppa di cipolle, o la soupe à l'oignon, è nel menù di tutte le case e di tutti i ristoranti.
Molti le odiano per l'odore acre e persistente, temono anche che lascino l'alito pesante dopo averle mangiate. Ma si fermano solo a considerarle crude, infatti cotte sono dolci e profumate perchè la cottura neutralizza gli agenti che provocano tali inconvenienti. Una buona cottura le rende molto dolci e in questa stagione se ne trovano di molto buone e morbide.
Tutti vorrebbero evitare di pulirle e tagliarle perchè fanno "piangere". Questo è facilmente evitabile, basta bagnare spesso il coltello in acqua un po'fredda e non ci si accorge nemmeno di quell'inconveniente.
Leggete un po' qui cosa è in effetti una banalissima e volgare cipolla.
....................................." Dietetica"
"Valore nutritivo e proprietà terapeutiche La cipolla ha un consistente valore nutritivo, grazie alla presenza di sali minerali e vitamine, soprattutto la vitamina C, ma contiene anche molti fermenti che aiutano la digestione e stimolano il metabolismo; inoltre contiene anche oligoelementi quali zolfo, ferro, potassio, magnesio, fluoro, calcio, manganese e fosforo, diverse vitamine (A, complesso B, C, E); flavonoidi con azione diuretica dall'azione diuretica e la glucochinina, un ormone vegetale, che possiede una forte azione antidiabetica. Ma questa pianta ha anche numerosissimi impieghi terapeutici: in dermatologia, può essere utilizzata come antibiotico, antibatterico, semplicemente applicando il succo sulla parte da disinfettare; è anche un ottimo espettorante, specialmente unito al miele e un decongestionante della faringe: i gargarismi con succo di cipolla sono particolarmente indicati in caso di tonsillite e il succo è anche molto utilizzato come diuretico e depurativo e infatti viene consigliato da chi soffre di trombosi perché, avendo un potere fluidificante, facilita la circolazione del sangue. Un discorso a parte merita l’utilizzo della cipolla per tutti coloro che soffrono di “cattiva digestione”: in questo caso si consiglia di consumare la cipolla cotta che è sicuramente più tollerabile anche se ha minori proprietà nutritive rispetto a quella cruda che può essere assunta facilmente da coloro i quali non hanno particolari problemi di bruciori allo stomaco. Infine questi “benefici bulbi” fungono anche da ipoglicemizzanti, abbassando il livello di glucosio nel sangue e permettendo di ridurre le dosi di insulina a chi ne ha bisogno."
................................................................
Mia madre le cucinava spesso perciò mi sembra di mangiarle da quando sono nata. La ricetta di base sembra sia antichissima e semplicissima, senza pochi e sani ingredienti, li avete certamente in casa.
Anche questa una ricetta vegetariana e se escludete il formaggio è buonissima, ve lo assicuro, è anche vegana.
Può essere un buon contorno, ma se mettetela mozzarella è un ottimo secondo, o come piace a me una buona idea è servirla a cena piatto unico.
Mia madre non metteva la mozzarella, naturalmente la cucinava nel forno
tradizionale io uso il microonde.
INGREDIENTI PER TRE PERSONE:
- circa 600 gr. di cipolle (tre cipolle grosse fresche sbucciate)
- cinque o sei pomodori maturi
- pane grattugiato e tostato
- parmigiano grattugiato (qui è a scaqlie)
- origano, possibilmente fresco
- olio extravergine di oliva
- tre mozzarelle piccole affettate o fette di scamorza o provolone dolce
- sale e alloro q.b.
PREPARAZIONE
In una teglia da forno bassa (poichè uso il microonde ho utilizzato una di pyrex), versate un po' d'olio sul fondo e cospargetelo di pane grattugiato.
Mia madre le cucinava spesso perciò mi sembra di mangiarle da quando sono nata. La ricetta di base sembra sia antichissima e semplicissima, senza pochi e sani ingredienti, li avete certamente in casa.
Anche questa una ricetta vegetariana e se escludete il formaggio è buonissima, ve lo assicuro, è anche vegana.
Può essere un buon contorno, ma se mettetela mozzarella è un ottimo secondo, o come piace a me una buona idea è servirla a cena piatto unico.
Mia madre non metteva la mozzarella, naturalmente la cucinava nel forno
tradizionale io uso il microonde.
INGREDIENTI PER TRE PERSONE:
- circa 600 gr. di cipolle (tre cipolle grosse fresche sbucciate)
- cinque o sei pomodori maturi
- pane grattugiato e tostato
- parmigiano grattugiato (qui è a scaqlie)
- origano, possibilmente fresco
- olio extravergine di oliva
- tre mozzarelle piccole affettate o fette di scamorza o provolone dolce
- sale e alloro q.b.
In una teglia da forno bassa (poichè uso il microonde ho utilizzato una di pyrex), versate un po' d'olio sul fondo e cospargetelo di pane grattugiato.
Tagliate le cipolle a metà, se sono alte realizzate fette di due dita di spessore.
Salate le due parti e ricomponete le cipolle disponendole una accanto all'altra. Se volete lasciatele così per una decina di minuti, si insaporiranno meglio e avranno rilasciato il liquido di vegetazione molto utile per la cottura.
Affettate i pomodori come nella foto conditeli con un po' d'olio e salateli leggermente
Mettete le fette di pomodoro tra le due metà di cipolla.
Versate ancora dell'altro olio
Una spolveratina di origano
Mettete nel forno e fatele cucinare finchè non diventino come quelle della foto. Nel microonde 15 minuti a 750, nel tradizionale mezz'ora a 180° ma questo può variare da forno a forno. Devono essere a metà cottura.
Si saranno rimpicciolite, così ci sarà spazio per tutte le metà su cui saranno evidenti le fette di pomodoro.
Cari amici vegani, già così sono buonissime, potete rimetterle nel forno per gratinarle con una spolveratina di pangrattato se lo desiderate.
Se non siete vegani, mescolate il pan grattato con il parmigiano e distribuitelo sopra in modo uniforme.
Se avete la mozzarella e volete dare un tocco in più al piatto affettatela
disponetela sulle cipolle come desiderate secondo il vostro gusto e infornate per farle gratinare e sciogliere la mozzarella fino a diventare filante.
e
Buon Appetito
martedì 23 luglio 2013
Too interesting not to be posted
Town crier heralds birth of future king
"The Royal Baby is here!"
"The Royal Baby is here!"
Momento storico unico.
Eccezionale è l'annuncio nella prima parte del video del Telegraph che ha fatto il giro del mondo, di Tony Appleton, 76 anni nelle vesti di annunciatore di corte (Town Crier) (vedere qui gli approfondimenti che il Mirror NEWS fa su questa persona).
Non siamo soliti a questa antica figura storica così solenne e unica.
Welcome Royal Baby to our difficult world, may happiness always smile to you.
Non siamo soliti a questa antica figura storica così solenne e unica.
Welcome Royal Baby to our difficult world, may happiness always smile to you.
Momento umano senza dubbio importantissimo che è sempre carico di una gioia immensa.
Piccola amarezza, però, tutti i principini e le principessine che vengono ad allietarci con la loro nascita meriterebbero di più di quello che molto spesso viene loro offerto.
Our best wishes to you and your dearest
...... and
...... and
God Save you, the Future King, and the Whole Royal Family!
giovedì 18 luglio 2013
VINCENZO CERAMI, UNO DI QUEI VERI DIVI CHE AMO...
... ci ha lasciato.
Non si può restare insensibili al grande talento di chi ci donato la sua genialità con estrema umiltà e disponibilità verso tutti.
Le sue profonde ed uniche analisi del costume italiano sono frutto di osservazioni attente, sono espressioni dei suoi punti di vista genialmente sussurrati, mai volgari. Come lo è sempre stato, discreto e attento a mantenere in equilibrio garbo e realtà, con pudore e rispetto ha dato lustro al cinema italiano.
Le sue profonde ed uniche analisi del costume italiano sono frutto di osservazioni attente, sono espressioni dei suoi punti di vista genialmente sussurrati, mai volgari. Come lo è sempre stato, discreto e attento a mantenere in equilibrio garbo e realtà, con pudore e rispetto ha dato lustro al cinema italiano.
Ha dato alla realtà una luce diversa, ci ha fatto vedere i fatti con l'anima di chi sa sognare rimanendo saldo con i piedi per terra e non perde mai di vista la realtà storica. Di chi è abile maestro nel narrare anche avvenimenti raccapriccianti senza esasperazione ma tra le trasparenze della luce di un sogno .
Penso al film "La vita è bella" che è il massimo della narrazione di chi sa entrare nell'essenza dei fatti con grande rispetto della sensibilità di chi gli è di fronte e si fa interprete attento di una realtà orrenda che rende in linguaggi espressivi mimici e verbali accuratamente adattati alla psicologia dei personaggi.
L'incontro con il "geniaccio", un Benigni sempre pieno di risorse, estroso e instancabile, insuperabile attore, è stata l'occasione tra le più fantastiche della storia del nostro cinema. Un oscar meritatissimo e sudato
L'incontro con il "geniaccio", un Benigni sempre pieno di risorse, estroso e instancabile, insuperabile attore, è stata l'occasione tra le più fantastiche della storia del nostro cinema. Un oscar meritatissimo e sudato
assegnato per il lavoro di due grandi.
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