Tutto cambia col tempo.
E il tempo ci cambia, ci migliora o ci peggiora, non lo sappiamo dire.
Ogni tanto, però all'improvviso ci assale la malinconia e prendendoci per mano ci conduce dove vuole lei.
Un luogo che non vediamo più da tanto tempo, magari si anima all'improvviso. Gente che non ha più voce ritorna a vivere nel nostro cuore. Ritornano i rumori, le luci e le ombre, le risate e i pianti, i passi svelti e decisi, o lenti e spensierati insieme a tutto il fremito della realtà di un tempo.
E a noi, mentre rabbrividiamo per l'emozione di un ritorno dal passato, da un viaggio che ci ha turbato, cosa resta?
Così, quasi a suggerirmi la risposta, dalla mia memoria più lontana sono scaturite le parole di Charles Trenet, un emblema della canzone francese degli anni '50, il tempo della mia prima adolescenza:
Que reste-t-il....? Une photo, vieille photo de ma jeunesse.
Cosa resta se non una foto, una vecchia foto della mia giovinezza.
QUE RESTE-T-IL DE NOS AMOURS?
(Charles TRENET / Léo CHAULIAC)
Que reste-t-il de nos amours?
Que reste-t-il de ces beaux jours?
Une photo, vieille photo de ma jeunesse
Que reste-t-il des billets doux?
Des mois d'avril, des rendez-vous?
Un souvenir qui me poursuit sans cesse
Bonheurs fanés, cheveux au vent
Baiser volés, rêves émouvants
Que reste-t-il de tout cela?
Dites-le moi
Un petit village un vieux clocher
Un paysage si bien caché
Et dans un nuage le cher visage
De mon passé
COSA RIMANE DEI NOSTRI AMORI?
(traduzione di Cle Reveries)
COSA RIMANE DEI NOSTRI AMORI?
(traduzione di Cle Reveries)
Cosa rimane dei nostri amori?
Cosa rimane di quei bei giorni?
Una fotografia, una vecchia fotografia
Della mia gioventù.
Cosa rimane dei teneri biglietti?
Dei mesi d'aprile, degli appuntamenti?
Un ricordo che mi perseguita senza tregua.
Felicità svanita, capelli al vento
Baci rubati, sogni emozionanti.
Cosa resta di tutto questo?
Ditemelo
Un villaggio piccolo, un campanile vecchio,
Un paesaggio ben nascosto,
E in una nuvola il caro volto
Del mio passato.

