"rascel

«Io prendo manciate di parole e le lancio in aria; sembrano coriandoli, ma alla fine vanno a posto come le tessere di un mosaico».
(Renato Rascel)

venerdì 5 aprile 2013

LA SIGNORA M. Picc... E IL BIANCOMANGIARE - un dolce mediterraneo, povero e antichissimo

Potrebbe essere adatto ai vegani o agli intolleranti al latte, infatti questo viene  sostituito con il latte di mandorla (la ricetta senza latte la trovate qui e qui è spiegato benissimo come ottenerlo dalle mandorle).
Prima di addentrarmi nei particolari, permettetemi di ribadire che i mie post sono più che altro banalissimi ricordi, riflessioni, sogni e anche umane considerazioni. Niente cattedra e né bacchetta, solo il proposito di venire compresa da chi come me soffre di questo tipo di deformazione . 
Biancomangiare

Antichissimo, dagli ingredienti semplici il biancomangiare è l'orgoglio della Sicilia, un dolce povero della tradizione mediterranea dalle origini antichissime.
 Anche questo è un ricordo della mia infanzia. Strano come la mia memoria funzioni al contrario rispetto a quella di Proust. La mia,infatti non parte dal profumo o dal sapore per arrivare alle persone o ai fatti, ma segue il percorso inverso.
Così per una frase detta da una mia amica siciliana, una imprecazione del suo dialetto,"botta de sale" un eufemismo per non dire qualcosa di più forte, mi sono ricordata della signora Maria P... e del suo "biancomangiare". Lo preparava in occasione di feste importanti. Per lei era una specie di rito più che un dolce. Per me era un ottimo budino che lei preparava senza latte solo con acqua e mandorle.
La signara Maria P... era di Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, un paese arbëreshë, dalle tradizioni antichissime che lei con orgoglio non smetteva mai di ostentare: parlava l''arbërisht quando meno te lo aspettavi ed esibiva continuamente le foto della sua famiglia d'origine sempre persone nel  bellissimo costume tradizionale.

Abitavamo porta a porta, condividevamo un giardino che per noi era una specie di soggiorno all'aperto. Lì facevamo di tutto e tutti insieme. Le mamme sempre presenti leggevano i rotocalchi commentando le notizie scoppiando molto spesso in risate fragorose, oppure lavoravano a maglia confrontandosi e consigliandosi a vicenda.Noi bambini giocavamo facendo tanto chiasso, ma anche tanta allegria, ma anche leggevamo insieme lo stesso fumetto e lo commentavamo .D'inverno era veramente un incanto da favola, tanta neve e tanta fantasia insieme, tutta per noi.....
La Tordella con Bibì e Bibò
Fumetto dei Katzenjammer Kids (1901)

Ritornando alla signora Maria P... All'inizio avevo subito il fascino dell'esotico di questa donna, sui trentacinque anni dalla corporatura massiccia, dal carattere forte e deciso ma anche un po' ignorante. Una specie di Tordella uscita dalle pagine del Corriere dei Piccoli che amavamo leggere.
Ma poi aveva finito per stancarmi, non mi divertiva più il suo rincorrere quella peste di suo figlio, armata di "cucchiara" uno spaventoso, grosso e pesante cucchiaio di legno, gridava ad intervalli "botta di sale!".O il suo modo di truccarsi, niente di straordinario, solo una grossa e spessa striscia di rossetto un po' ondulata e sbavata sulle labbra, e uno smalto di un rosso acceso sulle sue unghie cortissime. Usava anche  truccare sua figlia di cinque anni, e qui era il divertimento, perchè improvvisamente con loro due così conciate diventava carnevale.Quando tutta la famiglia si trasferì altrove, per me non fu un grande dispiacere, forse ero diventata solo più grande. 
L'avevo quasi rimossa del tutto se non fosse stato per quella frase, quel "botta di sale"della mia amica siciliana mentre guidava l'altro giorno indirizzato ad un pedone che ci aveva improvvisamente attraversato la strada. Avevo anche dimentiato il suo biancomangiare, l'antichissimo dolce la cui ricetta come diceva lei risaliva alla notte dei tempi. Forse aveva ragione, ma con certezza questo dolce fu introdotto in Sicilia dagli Arabi. In Italia è presente nei ricettari del secolo XII e Matilde di Canossa lo preparò per il banchetto fatto in occasione della riconciliazione tra il papa Gregorio VII  e l'imperatore Enrico IV del Sacro Romano Impero nel 1077. Dolce che sia per gli ingredienti che per la presentazione rappresentava in quella occasione tutto l'allegorico candore della Chiesa.
Il suo nome è di chiara derivazione francese, le blanc manger, o blanche mangerie, ed è evidente che gli ingredienti, tutti bianchi, chiaramente glielo hanno dato.

Ma non è esclusiva caratteristica siciliana lo si prepara in molte altre parti d'Italia in Sardegna lo chiamano papai-biancu o menjar blanc, in Valle d'Aosta è blanc manger. In Medio Oriente e in Turchia viene preparato seguendo la stessa ricetta da tempi immemorabili e il suo nome in traduzione è sempre "bianco mangiare".
La ricetta che vi consiglio è di "ricette di Sicilia.net" dove con molta chiarezza vengono dati utili suggerimenti e sono spiegati i procedimenti con molta semplicità. Oppure seguite quella di "ricette condivise"
Questa del video di You Tube  mi sembra anche buona     

Per gli intolleranti al latte o ai vegani consiglio questa " Ricetta Biancomangiare dolce mandorle e acqua di Manlio Midori" che trovate al blog "Ricette condivise" ,ma se volete essere sicuri della genuinità del latte di mandorle rivedete qui


venerdì 29 marzo 2013

RING THEM BELLS ST. PETER


Immagine da Google


Dove soffiano i quattro venti,
 San Pietro, suona  le campane per loro !
Suona con mano di ferro  per loro  le campane
così la gente saprà
Che Dio è Uno Solo!


Immagine da Googl

Ring them bells St. Peter
Where the four winds blow,
Ring them bells with an iron hand
So the people will know
That God is One!


RING THEM BELLS
words and music by Bob Dylan
SUONA  LE CAMPANE PER LORO
parole e musica di Bob Dylan

Ring them bells, ye heathen
From the city that dreams,
Tu pagàno dalla città che sogna,
Suona le campane per loro,

Ring them bells from the sanctuaries.
Suona le campane per loro dai santuari.
Cross the valleys and streams,
Attraversa le valli e i fiumi,
For they're deep and they're wide
Poichè sono profonde e vaste
And the world's on its side
E il mondo è sul suo fianco
And time is running backwards
E il tempo corre all'indietro
And so is the bride.
la sposa è così.

Ring them bells St. Peter
Dove soffiano i quattro venti,San Pietro,
Where the four winds blow,
Suona le campane per loro, 

Ring them bells with an iron hand
Suona  con mano di ferro le campane  per loro
So the people will know.
Così la gente lo saprà.

Oh it's rush hour now
Oh, è l'ora di punta ora
On the wheel and the plow
Sulla ruota e sull'aratro
And the sun is going down
E il sole sta tramontando
Upon the sacred cow.
Sulla vacca sacra.

Ring them bells Sweet Martha,
Dolce Marta, suona le campane per loro, 
For the poor man's son,
Per il figlio del povero,
Ring them bells so the world will know
Suona le campane per loro, così il mondo saprà
That God is one.
Che Dio e' uno solo.

Oh the shepherd is asleep
Oh, il pastore si è addormentato
Where the willows weep
Dove i salici piangono
And the mountains are filled
E le montagne sono piene
With lost sheep.
Di pecore smarrite.

Ring them bells for the blind and the deaf,
Suona le campane per loro, per il cieco e il per il sordo,
Ring them bells for all of us who are left,
suona le campane per tutti noi che siamo  abbandonati,

Ring them bells for the chosen few
Suona le campane per i pochi eletti
Who will judge the many when the game is through?
Chi giudicherà i molti quando il gioco è collettivo?

Ring them bells, for the time that flies,
Suona le campane per loro, per il tempo che vola,
For the child that cries
Per il bimbo che piange
When innocence dies.
Quando l'innocenza muore.

Ring them bells St. Catherine
Santa Caterina, dall'alto della stanza,
Suona le campane per loro,
From the top of the room,

Ring them from the fortress
Suonale dalla fortezza
For the lilies that bloom.
Per i gigli che fioriscono.
Oh the lines are long
Oh, le linee sono lunghe
And the fighting is strong
E la battaglia e' violenta
And they're breaking down the distance
E stanno infrangendo la distanza
Between right and wrong.
Fra cos'è giusto e cos'è sbagliato.

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                                                         (tradotto da Cle Reveries -  diritti riservati)







mercoledì 27 marzo 2013

UN'ALTRA FILASTROCCA


immagine da google
 CAPA PELADA
Questa è della tradizione popolare milanese: la vecchia  Capa Pelada. Per magia del grande maestro Gorni Cramer  che la riprese, diventò Crapa Pelada. L'arrangiò facendola diventare nel 1936 un celebre e fantastico motivo jazz-swing.In quel periodo, il Fascismo, era proibito suonare ritmi americani con testi in lingua straniera. I musicisti italiani, bravi e creativi come sempre, non si perdettero d'animo componendo ugualmente testi della nuova tendenza. Ma era un'impresa molto ardua. La censura, ubbidendo a regole assurde, rovinava tutti i nuovi testi con tagli ed adattamenti che trasfiguravano tutta l'opera. Perciò di questo periodo su musiche bellissime abbiamo testi sciocchi o senza senso.Gorni Cramer, celebre direttore d'orchestra e geniale compositore, da giovane si servì di questa conosciutissima filastrocca - scioglilingua recitata da sempre dai bambini milanesi, notò che si adattava benissimo alla sua musica ed ebbe un grande successo. Inizialmente solo nelle aree in cui si parla il milanese, ma poi negli anni '50 trasmesso molto spesso in televisione fu conosciuto da tutti. Notate che nell'originale si parla di un uomo calvo, per evitare la censura dientò una capra pelata creando un nonsense. Pensate un po' chi poteva essere il 'Capa Pelata' per antonomasia nel 1936?


Questa è la filastrocca, la traduco in italiano, confidando nella accettabile traduzione di Google per gli amici stranieri,  che se non è comprensibile me lo facciano sapere, provvederò con una traduzione in inglese.

Capa Pelata

Capa Pelada l'ha fa' i turtei
Testa Pelata fa i tortelli
Ghe ne dan minga ai suoi fradei, oh-oh-oh-oh.
Che non dàper niente ai suoi fratelli
I suoi fradei fan la frittada
I suoi fratelli fanno la frittata
Ghe ne dan minga a Capa Pelada, oh-oh-oh-oh-oh.
Che non danno per niente a Testa Pelata

Capa pelada l'ha fa' i turtei
ghe ne dan minga ai suoi fradei.
I suoi fradei fan la frittada
ghe ne dan minga a Capa pelada.

Capa pelada l'ha fa' i turtei
ghe ne dan minga ai suoi fradei, oh-oh-oh-oh.
Capa pelà, Capa pelà, Capa pelà, Capa pelà, Capa pelà.
Badabaddà badabbadà badabba babbarara pirulirulirulirulì
Capa pelà, Capa pelà, Capa pelà, Capa pelà, Capa pelà.
Paaaaaaa pararappappa pappa paraparapà.



giovedì 21 marzo 2013

UNA FILASTROCCA

immagine da Google-mamma.pourfemme.it 
Le troviamo in tutte le lingue e i linguaggi, ma cosa sono le filastrocche?
Sono detti popolari in versi, canzoncine con un senso logico o  anche senza logica che in passato venivano imparate a memoria e recitate da grandi e piccini. Rappresentazioni di scenette di vita povera, di quotidianità semplice e genuina in cui la fede si scontra con la miseria. Una risata sonora o un'espressione sguaiata, sempre valida per l'epilogo di uno scherzo, era la consueta conclusione. 
In un passato recente sono state molto presenti nei giochi dei bambini. Risuonavano per le strade o ai giardinetti. Erano usate nelle conte per l' assegnazione dei ruoli o delle penitenze nelle attività all'aperto. Questa filastrocca la conosco in molte versioni, ma in siciliano mi è sembrata più allegra. 
Rosa Balistreri ne ha messe insieme tre. Sono quadretti di vita   inimmaginabili per noi. Chi le cantava in origine si rivolgeva ai bambini e intonando questi canti dal ritmo monotono, incalzante e sonnolento coglieva l'occasione per dar sfogo alla sua rabbia per motivi famigliari o politici. Erano imparate a memoria e cantate nei vicoli, nelle "gnostre" o chiostri, oppure nelle corti. I protagonisti erano normalmente animali umanizzati e, come nelle fiabe, su di loro si scatenava tutta l'ironia liberatoria del ceto basso. Successivamente, hanno perso la funzione primitiva di divulgazione. A noi le parole dell'ultima sembrano messe a caso perchè col tempo è svanita l'allusione politica o sociale ed è rimasto un testo senza senso o addirittura crudele. Ma noi le cantavamo nella conta e nessuno rifletteva su quello che si diceva. 
Forse molti la capiranno, ma per i pochissimi che proprio non ci riescono e per gli amici di lingua straniera che mi seguono, l'ho tradotta.
Vedete un po'  anche voi se ne ricordate almeno una, per me è il ricordo di una colonna sonora di un'infanzia passata all'aria aperta!


Testo della filastrocca cantata nel video

Piove, piove, piove,

It rains, rains, rains,
La gatta fa le prove.

The cat is rehearsing

Il topo con la coppola di seta si sposa,
The mouse with a  silk  cap is getting marry,
Esce la cognata con la veste ricamata,
His sister in law with her embroidered robe is coming out ,
Il Signore esce e fa spuntare il sole!

God comes out and lets the sun appear!
Esci, esci sole per il Santo Salvatore

Oh sun,come, come out  for the Holy Savior sake
E con un pugno di nocelle fai felice i bambini,

And with a handful of hazelnuts make happy the children,
Con un pugno di soldi  fai felice le persone,

With a handful of coins make people happy,
E con un pugno di "fumere"
And with a handful of "fumere" 
Fa felice le cameriere!

Make happy the housemaid!

Nuvolette piovete, piovete (little clouds rain, rain, please),
Oh little clouds rain , rain  please,
Perchè la terra è morta di sete,
Because the earth is dying of thirst,
E se non ci mandate l'acqua , siamo persi e distrutti.
And if you do not send us the water, we are lost and destroyed.
L'acqua del cielo sazia la terra la riempie di pietà

The water from the sky glut the ground  filling it with compassion
Le nostre lacrime cadono per terra
Our tears fall to the ground
E Dio ci fa la carità!

And God is kind with us!

Mani, maninuzze che sta venendo papà,

Hands! Oh, pretty little hands, dad is coming,
Porta cose, e se ne va 
He takes good things, and then leaves,
Porta mandorle e nocelle per rallegrare i piccini

He takes almonds and hazelnuts to cheer children up
Porta mandorle e fagioli
He takes almonds and beans
Per le mamme ed i figlioli.

For mothers and children.

Domani è domenica tagliamo la testa a Menica.

Tomorrow is Sunday let's cut the head to Menica.
Menica non c'è,
Menica isn't here,
Tagliamo la testa al re.

Let's cut the head of the king.
Il re è malato,
The king is sick,
Tagliamo la testa al soldato.
Let's cut the head to the soldier.
Il soldato è alla guerra:
The soldier is at war:
Ci sediamo col (our) culo per terra!
Let's sit with our ass down!




lunedì 18 marzo 2013

... e se l’amor potesse far miracoli, vorrei tornar bambina insieme a te





Qui c'è un altro post dedicato a tutti i papà
foto da google
e ascoltare con te la canzone dei vecchi tempi, magari cantarla insieme come facevamo una volta.


... e voi cosa direste al vostro papà?

O mein papà
di Ardo-P. Burkhard
Quand’ero bambina(o),
l’amico più caro sei stato tu solo, papà.
Tornavi piccino, per farmi giocare
e imitavamo i negri* e gli indù.
Ta ta pum – Ta ta pum – Ta ta pum.
              Fra tanto clamor, sembrava il Far West
              la casa tra i fior… laggiù.
              Ola hop – Ola hop Ola hop
              Ola hop -Ola hop
              Ola hop – Ola hop – Ola hop.
 Se a volte guastavo i miei balocchi
e il pianto sgorgava dal cuor,
col tuo bel sorriso, baciandomi gli occhi,
si dileguavan tristezze e dolor.
            Ola hop – Ola hop Ola hop
            Ola hop – Ola hop
            Ola hop – Ola hop
          Ola hop Ola hop
              Ola hop – Ola hop.
O mein papà, sei l’uomo più adorabile.
O mein papà, sei l’uomo più sincero,
O mein papà, sei tanto caro e amabile,
e nel tuo cuor c’è solo la bontà.
           Degli occhi tuoi gli sguardi m’accarezzano perché,
           Io so, per te son bimba(o) ancora.
O mein papà, fratello e amico unico,
O mein papà, sei tutta la mia vita.
E se l’amor potesse far miracoli,
vorrei tornar bambina(o) insieme a te.
O mein papà, o mein papà, o mein papà!
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*Chiedo scusa, ma è un testo vecchissimo, questo è l'originale, non credo che ci sia un bisillabo che possa sostituire questo termine.