"rascel

«Io prendo manciate di parole e le lancio in aria; sembrano coriandoli, ma alla fine vanno a posto come le tessere di un mosaico».
(Renato Rascel)

sabato 16 marzo 2013

"GIOVANNIN SENZA PAURA"

Immagine da Google
il mio primo vero thriller.
 ... quanti ricordi!!!!
Ancora una volta il mio surfing quotidiano è stato premiato. Per me è sempre una grande emozione ricevere un regalo, ma quelli della rete, imprevedibili e inaspettati, mi rendono immensamente felice.
E sì, mi sono imbattuta nel mio primo thriller, pensate, non sapevo ancora leggere.  Una storia che ora posso dire sembra uscire dalla fantasia dell' Edgard Allan Poe dei suoi famosissimi racconti, che ho divorato nella mia adolescenza.
L'avevo rimossa e avevo rimosso anche quei bei momenti passati ad ascoltarla nelle sere d'inverno, di un dopoguerra miserabile ma pieno di speranza.
E' un'antica fiaba della  tradizione popolare, io l' ascoltavo con grande attenzione, ma anche con i brividi della paura che mi facevano rifugiare nel caldo e rassicurante abbraccio di mia madre o stretta in un abbraccio a tre con le mie sorelle.
"Giovanin senza paura" ritrovato nella rete ha rinnovato in me l'emozione che mi pervadeva quando la sentivo dalla voce di mio padre. La raccontava, anzi la recitava, alternando ingenue e un po' censurabili imprecazioni con pause che aumentavano sempre più il pathos della narrazione rendendo la storia più ricca di particolari terrificanti di quanto non lo lo fosse effettivamente.Questo accadeva prima che  Italo Calvino curasse la raccolta di "Fiabe Italiane".
Mi trovo d'accordo con quanto l'illustre scrittore  di questa fiaba  scrive nell'introduzione del suo lavoro. Condivido quello che dice, nelle sue parole ritrovo le motivazioni di quella emozione che mi prendeva a quei tempi. L'ho trovato qui  e vi assicuro è un sito molto interessante merita una lettura.
Immagine da Google l'ho trovata qui
 Italo Calvino dice che Giovannin senza paura è "perpetuato attraverso una tradizione più umile e familiare, con caratteristiche che si possono sintetizzare nelle seguenti: tema pauroso e truculento, particolari scatologici o corpo laici, versi intercalati alla prosa con tendenza alla filastrocca. Caratteristiche in gran parte opposte a quel che sono oggi i requisiti della letteratura infantile… La morale della fiaba è sempre implicita, nella vittoria delle semplici virtù dei personaggi buoni e nel castigo delle altrettanto semplici e assolute perversità dei malvagi; quasi mai vi s’insiste in forma sentenziosa o pedagogica. E forse la funzione morale che il raccontar fiabe ha nell’intendimento popolare, va cercata non nella direzione dei contenuti ma nell'istituzione stessa della fiaba, nel fatto di raccontarle e d’udirle”(Calvino, Fiabe italiane, volume I, Oscar Mondadori, Milano, 2011, Introduzione XLVI).
E' la storia di Giovannino, un ragazzotto, un adolescente avventuroso, che girava il mondo  in cerca di fortuna.
Da quando si era allontanato dalla sua povera famiglia si era imbattuto in tante avventure, tutte affrontato con tanto coraggio e sempre sicuro di sé. Così si godeva la sua spensierata libertà senza paura di nulla.
Ma arrivò il giorno della sua ultima avventura.
...  eccola narrata da  Fiabelica:

 

... e Calvino scrive così:
"C'era una volta un ragazzetto chiamato Giovannin senza paura, perché non aveva paura di niente. Girava per il mondo e capitò in una locanda a chiedere alloggio. - Qui posto non ce n'è, - disse il padrone, - ma se non hai paura ti mando in un palazzo.- Perché dovrei aver paura?-Perché ci si sente, e nessuno ne è potuto uscire altro che morto. La mattina ci va la Compagnia con la bara a prendere chi ha avuto il coraggio di passarci la notte.Figuratevi Giovannino! Si portò un lume, una bottiglia e una salsiccia, e andò.A mezzanotte mangiava seduto a tavola, quando dalla cappa del camino sentí una voce: - Butto?E Giovannino rispose: - E butta!Dal camino cascò giú una gamba d'uomo. Giovannino bevve un bicchier di vino.Poi la voce disse ancora: - Butto?E Giovannino: - E butta! - e venne giú un'altra gamba. Giovannino addentò la salciccia.- Butto?- butta! - e viene giú un braccio. Giovannino si mise a fischiettare.- Butto?- E butta! - un altro braccio.- Butto?- Butta!E cascò un busto che si riappiccicò alle gambe e alle braccia, e restò un uomo in piedi senza testa.- Butto? (a questo punto nel racconto del mio papà, c'era una frase che a quel tempo era diventata il nostro slogan, un tormentone. Lo gridava, col tono di sfida, di chi stava per perdere la pazienza, proprio come Giovanin:"Buttati pure tu e falla finita!!!" e qui risuonava la nostra eccitatissima risata che sottolineava il climax della vicenda)
- Butta!
Cascò la testa e saltò in cima al busto. Era un omone gigantesco, e Giovannino alzò il bicchiere e disse: - Alla salute!
L'omone disse: - Piglia il lume e vieni.
Gíovannino prese il lume ma non si mosse. - Passa avanti! - disse l'uomo.
Passa tu, - disse Giovannino.
Tu! - disse l'uomo.
Tu! - disse Giovannino.
Allora l'uomo passò lui e una stanza dopo l'altra traversò il palazzo, con Giovannino dietro che faceva lume. In un sottoscala c'era una porticina.
Apri! - disse l'uomo a Giovannino. E Giovannino: - Apri tu!
E l'uomo aperse con una spallata.
C'era una scaletta a chiocciola
- Scendi, - disse l'uomo.
- Scendi prima tu, - disse Giovannino.
Scesero in un sotterraneo, e l'uomo indicò una lastra in terra. - Alzala!
-Alzala tu! - disse Giovannino, e l'uomo la sollevò come fosse stata una pietruzza.
Sotto c'erano tre marmitte d'oro. - Portale su! - disse l'uomo. - Portale su tu! - disse Giovannino. E l'uomo se le portò su una per volta.
Quando furono di nuovo nella sala del camino, l'uomo disse: - Giovannino, l'incanto è rotto! - Gli si staccò una gamba e scaldò via, su per il carnino. - Di queste marmitte una è per te, - e gli si staccò un braccio e s'arrampicò per il camino. - Un'altra è per la Compagnia che ti verrà a prendere credendoti morto, - e gli si staccò anche l'altro braccio e inseguí il primo. - La terza è per il primo povero che passa, - gli si staccò l'altra gamba e rimase seduto per terra. - Il palazzo tientelo pure tu, - e gli si staccò il busto e rimase solo la testa posata in terra. - Perché dei padroni di questo palazzo, è perduta per sempre ormai la stirpe, - e la testa si sollevò e salí per la cappa del camino.
Appena schiarí il cielo, si sentí un canto: Miserere meí, miserere meí, ed era la Compagnia con la bara che veniva a prendere Giovannino morto. E lo vedono alla finestra che fumava la pipa.
Giovannin senza paura con quelle monete d'oro fu ricco e abitò felice nel palazzo. Finché un giorno non gli successe che, voltandosi, vide la sua ombra e se ne spaventò tanto che morí."
Il finale è alla E. A. Poe, o anche alla Alfred Hitchcock, vero? Con l'ironica morale e la beffa del destino sempre in agguato, che alla fine si svela, ma non c'è più nulla da fare.
Quella che raccontavano a me aveva un lieto fine. Forse perchè chi me la raccontava sapeva che il lieto fine accresce  la fiducia nella vita di chi ascolta. Oppure soltanto perchè a lui piacevano le storie che si concludevano col sorriso sui nostri visi. Quei visi che avevano cambiato espressione ad ogni pausa e ad ogni "butta" di Giovannin e nei cui occhi aveva sempre brillato la luce della speranza, malgrado tutto.
Lui concludeva sempre così: "Giovannino incontrò una bellissima ragazza, la sposò, ebbero dei bei figli e vissero felici e contenti per tantissimi anni.
Morale della favola: il coraggio dei buoni e degli onesti, viene sempre premiato anche se si devono superare dure e difficilissime prove che ci sottopone la vita con le sue malvagità .




venerdì 15 marzo 2013

LA SMANIA DI LIBERTA'

E' la spasmodica ricerca di un rifugio lontano dal consueto, un isolamento che ci permetta di mettere in ordine emozioni e pensieri.
 Ma è solo per i poeti e gli spiriti eccelsi?
Io penso che tutti sentiamo tale bisogno, ma solo chi ha la forza interiore e la chiara consapevolezza di essere libero lo sappia dire e sappia anche come reagire.
Sentiamo questa necessità spesso anche con molta impellenza.
Penso che sia dovuto ad un eccesso di sopportazione che mette in atto in noi un meccanismo che fa scattare il desiderio di cambiamento di luogo e tanta voglia di incontrare altre realtà: essere non più un Nowhwere man e nemmeno come il protagonista del film In the Wild
Il rimedio giusto per scongiurare il pericolo dell'assuefazione e della depressione è da sempre viaggiare, evadere.
Non sempre però ci è permesso lo spostamento fisico, le ragioni ovviamente sono tantissime, la principale è quella finanziaria.  Una bella evasione dalle nostre ansie quotidiane, e senza spendere un soldo però, è quella fatta usando la fantasia, stimolata da sane letture o lasciata volare liberamente con una bella musica. Ciò ci aiuta a rinforzarci dentro e a fare ordine nelle nostre emozioni, ci fa fare un po' il punto sulla nostra esistenza, chiedendoci  e riflettendo cosa è la libertà per noi e se siamo effettivamente liberi. 
Giorgio Gaber ci dice chiaramente il suo senso della libertà che è quella  di un grande.
E potremmo anche essere aiutati dalle parole di  Eddie Vedder che canta nella colonna sonora del film "In the Wild", "Guaranteed".
Oppure un po' nelle frasi  del grande Jim Morrison citate qui nel video.
Per sentirsi poi un "Real  Man, sitting in his Own Land, 
making all His Own plans for all," cioè uno dei tanti veri uomini capace di pensare liberamente e autonomamente nella sua terra libera.
 La libertà
di Giorgio Gaber

La libertà
di Giorgio Gaber
      [parlato]: Voglio essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
      Come un uomo appena nato
che ha di fronte solamente la natura
che cammina dentro un bosco
con la gioia di inseguire un'avventura.
Sempre libero e vitale
fa l'amore come fosse un animale
incosciente come un uomo
compiaciuto della propria libertà.
      La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.
       [parlato]: Vorrei essere libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio
solamente nella sua democrazia.
Che ha il diritto di votare
e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare
ha trovato la sua nuova libertà.
       La libertà non è star sopra un albero
non è neanche avere un'opinione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione
      La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.
      [parlato]: Vorrei essere libero come un uomo.
Come l'uomo più evoluto
che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura
con la forza incontrastata della scienza
con addosso l'entusiasmo
di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero
sia la sola libertà.
      La libertà non è star sopra un albero
non è neanche un gesto o un'invenzione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.
    La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Guaranteed
by Eddie Vedder
Guaranteed
by Eddie Vedder
Garantito
On bended knee is no way to be free 
Inginocchiato non c'è modo di essere libero
Lifting up an empty cup, I ask silently
sollevando una tazza vuota, chiedo in silenzio
All my destinations will accept the one that's me
che tutte le mie destinazioni vorranno accettare quello che sono io
So I can breathe...
così riuscirò a respirare...
      Circles they grow and they swallow people whole 
Cerchi si espandono e ingoiano per intero la gente
Half their lives they say goodnight to wives they'll never know
Che per metà della sua vita dice buonanotte a mogli che non conoscerà mai
Got a mind full of questions, and a teacher in my soul
Ho una mente piena di domande, ed un insegnante nell' anima,
And so it goes...
E così va..
      Don't come closer or I'll have to go
Non avvicinarti di più o dovrò andarmene 
Holding me like gravity are places that pull
Sono posti che m attraggono tenendomi come la gravità 
ever there was someone to keep me at home
se mai ci fosse qualcuno che mi faccia restare a casa
It would be you...
Saresti tu...
     Everyone I come across, in cages they bought 
tutti quelli che incontro, in gabbie che hanno comprato 
They think of me and my wandering, but I'm never what they thought
pensano a me e al mio vagare, ma io non sono mai quello che pensavano
I've got my indignation, but I'm pure in all my thoughts
ho la mia indignazione ma sono puro in tutti i mei pensieri
I'm alive...
io sono vivo...
     Wind in my hair, I feel part of everywhere 
il vento è tra i miei capelli, mi sento parte di ogni posto 
my being is a road that disappeared
al di sotto del mio essere c'è una strada che è scomparsa
Late at night I hear the trees, they're singing with the dead
a notte fonda sento gli alberi, stanno cantando con i morti, 
Overhead... 
lassù...
      Leave it to me as I find a way to be
lascia che sia io a trovare un modo di essere
me a satellite, forever orbiting
considerami un satellite sempre in orbita
I knew all the rules, but the rules did not know me
conoscevo tutte le regole, ma le regole non mi conoscevano
Guaranteed
garantito..
.

 Nowhere Man 
by TheBeatles 

Nowhere Man
by LENNON, JOHN WINSTON / MCCARTNEY, PAUL JAMES
Uomo di nessun posto
      He's a real Nowhere Man,
E' un uomo realmente di nessun posto
Sitting in his Nowhere Land,
Seduto sulla sua terra di nessun posto
Making all his nowhere plans
Fa tutti piani di nessun luogo
For nobody. Per nessuno.
      Doesn't kave a point of view,
Non ha un punto di vista,
Knows not where he's going to, 
Non sa dove sta andando,
Isn't he a bit like you and me? 
Non è un po’ come te e me?
Nowhere Man, please listen, 
Uomo di nessun luogo, ti prego ascoltami,
You don't know what you're missing, 
Non sai cosa ti stai perdendo
Nowhere Man, the world is at your command. 
Uomo di nessun luogo, il mondo è al tuo comando
He's as blind as he can be, 
E' cieco come sa esserlo
Just sees what he wants to see, 
Vede proprio quello che vuole vedere,
Nowhere Man can you see me at all? 
uomo di nessun luogo riesci a vedermi del tutto?
      Doesn't kave a point of view, 
Knows not where he's going to, 
Isn't he a bit like you and me?
      Nowhere Man, don't worry, 
Uomo di nessun luogo non ti preoccupare,
Take your time, don't hurry, 
prendi il tuo tempo, non ti affrettare
Leave it all 'till somebody else 
lascia perdere tutto finché qualcun altro
Lends you a hand. 
ti darà una mano.
      He's a real Nowhere Man,
Sitting in his Nowhere Land,
Making all his nowhere plans
For nobody.

FRASI DI JIM MORRISON

martedì 12 marzo 2013

When a lovely flame dies, smoke gets in your eyes...

Quando una fiamma d'amore si spegne,
hai il fumo negli occhi...


Ascoltando questo classico, così, giusto per tirarmi su dopo tanto "fumo venefico" divulgato dai media, mi si è schiarita la vista, e mi sono data una lettura più oggettiva del testo di questo capolavoro sempre verde.
Ho visto un soggetto amore non umano in senso carnale, ma umano nelle ideologie in cui inevitabilmente ed anche contro la nostra volontà finiamo per credere.
Sapete, sto quasi peggio di prima!
Molto più ferita e delusa di quando ci si accorge  di un tradimento d'amore e non riusciamo a vedere un barlume di serenità.
Ma un conto è la sfera intima-affettiva e un'altra è quella sociale.
Provate anche voi a leggere  il testo in questa chiave, è una bella musica cantata da una vera stella, produrrà sempre qualcosa di buono.
Magari fate come ho fatto io. Parlatene con un amico, insieme metterete un po' di ordine nelle vostre idee e poi si aspetterà. 
Come dice il grande Eduardo De Filippo
 "Adda passà a nuttate"!


Smoke Gets In Your Eyes
(Music by Jerome Kern and Lyrics by Otto Harbach) 

They asked me how I knew
My true love was true
I of course replied
"Something here inside
Cannot be denied "

They said: "Some day you'll find
All who love are blind
When you heart's on fire
You must realize
Smoke gets in your eyes"

So I chaffed them, and I gaily laughed
To think they would doubt our love
And yet today, my love has gone away
I am without my love

Now laughing friends deride
Tears I cannot hide
So I smile and say:
"When a lovely flame dies
Smoke gets in your eyes"

Smoke gets in your eyes



Hai Fumo Negli Occhi


Mi hanno chiesto come sapessi
Che il mio vero amore fosse vero,
Naturalmente ho risposto
"Qualcosa qui dentro
non può essere negato".

Mi hanno detto: "Un giorno scoprirai
Che tutti quelliche amano sono  ciechi,
Che quando il tuo cuore brucia
Devi renderti conto
Che hai del fumo negli occhi".

Allora io li ho preso in giro
e ho sorriso felice
Al pensiero di come potessero
Mettere in dubbio il mio amore-
E ora che il mio amore è andato via
Sono senza amore

Ora gli amici ridendo contestano
Le mie lacrime che non so nascondere
Allora sorrido dicendo:
"Quando una fiamma d'amore si spegne
hai il fumo negli occhi".

Hai il  fumo negli occhi

sabato 9 marzo 2013

PITTA CU LI SPUNZALI o CALZONE ANDRIESE. VEGETARIANA E VEGANA

Tradizione di San Giuseppe e del Venerdì Santo della Puglia
(Sì, è decisamente per gli amici vegetariani ed, eliminando un ingrediente secondario, le alici, è anche vegano)
( La foto qui a sinistra è la Pitta cu li Spunzali o Calzone Andriese da Google)

Ho già parlato della pitta, (quella della foto qui a sinistra è precisamente della pitta salentina, cioè di quell'antichissima focaccia della Magna Grecia che i latini chiamavano "picta", cioè pittata, dipinta. Al suo nascere, infatti, era una focaccia con disegni sulla superficie. Preparata in particolari festività in epoche preistoriche dagli abitanti di questi luoghi per ingraziarsi gli dei e le divinità di allora.  Cotta dapprima sulla brace e poi nel forno di campagna. Uno speciale coperchio di ferro, o anche di coccio, su cui veniva messa la brace controllata costantemente, posto sulla teglia ben salda su un treppiedi con sotto la brace. Fino a poco tempo fa, come ho visto ancora cuocere da donne abili e molto legate alle antiche usanze, Venivano cotti così anche biscotti e taralli squisitissimi.
Impasto con farina,
acqua,lievito e sale.
Ma cosa è uno sponzale? è la cipolla, pianta agliacea a ciclo biennale  nell'ultima fase, cioè prima di mettere il fiore e i semi in aprile - maggio. Perciò la pitta salentina e il calzone andriese sono state tradizionalmente preparate per il periodo di quaresima. Essendo vegetariana era proprio il  piatto importante  giusto per osservare l'obbligo dell'astensione alle carni imposto dalla Chiesa fino al secolo scorso. Da qui la tradizione la voleva e continua ancora a prepararsi per San Giuseppe e per il Venerdì Santo come il Mercoledì delle Ceneri che sono giorni di digiuno e come tutti i Venerdì nella quaresima. in cui non si può mangiare carne
Anche se assomiglia tantissimo al porro, lu spunzale non è il porro. E' molto più tenero e ha un sapore più dole ma deciso. 
Alloro
(foto da Google)
Gerhard Rohlfs nel suo "Vocabolario dei dialetti salentini "- Congedo Editore- alla voce "spunzala" f., dice: "pollone fresco di cipolla, cipolla quando mette il fiore (serve per il seme), cipolla col bulbo tenero." Alla voce "spunzale" m., dice: "cipolla giovane senza bulbo che si mangia fresca, pollone fresco di cipolla, specie di porro."


GLI INGREDIENTI:


PER L'MPASTO
 (dose per una teglia da forno tonda di media grandezza)
Spunzali
  • gr. 500 di semola rimacinata di grano duro,
  • 1 cubetto e mezzo di lievito di birra che scioglierete al momento in una ciotola con un po' d'acqua tiepida. 
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva.
  • Un po' di sale. 
    PER IL RIPIENO
    • gr.500 di spunzali, solo la parte bianca, mondati cioè, senza le radici, le parti secche o marce,  lavati, sgocciolati e affettati .
    • Olive nere
      (foto da Google)
      Alici sott'olio
      (però, non per i Vegani)
      • gr.200 di olive nere snocciolate.
      • Un po' di uva passa se fate il calzone andriese, questa è l'unica differenza con la pitta. 
      • 2 foglie di alloro.
      • sale, pepe.
      •  olio extravergine d'oliva q.b.
      • 4 o 5 filetti di alici sott'olio (non per i Vegani, però)

      PREPARAZIONE:
      Olio extravergine d'oliva
      (foto da Google)
      • Impastare la farina con il lievito diluito in poca acqua tiepida senza sale e i due cucchiai d'olio, impastate, e a poco a poco aggiungetene dell'altra acqua sempre tiepida ma salata. Fate attenzione, mi raccomando, a separare il sale dal lievito altrimenti viene compromessa la lievitazione.
      • Lavorate l'impasto molto bene: tutto deve essere ben amalgamato, abbastanza morbido, compatto ed elastico. 
      • Mettetelo in un recipiente largo e alto (io uso un tegame medio, dovrebbe contenere il doppio del volume dell'impasto).
      • Copritelo con un coperchio o la pellicola trasparente e lasciatelo riposare al caldo per circa un'ora e anche più (meglio nel forno che avrete riscaldato a 100 gradi e poi spento prima di infilare il recipiente con l'impasto). 
      • Quando si sarà raddoppiato di volume avrà raggiunto una buona lievitazione.
      Procedete ora con il ripieno della "pitta":
      • In una padella fate soffriggere in abbondante olio extravergine d'0liva le cipolle tagliate a fettine sottilissime,  con la foglia di alloro che toglierete alla fine;
      • quando la cipolla sarà imbiondita,
      • aggiungete  
      • l'uva passa ammollata nell'acqua tiepida e le alici sott'olio (per i vegani naturalmente non vale questo passaggio).
      • aggiungere le olive nere snocciolate e tagliate in quattro,
      •  e lasciate ancora cuocere dolcemente controllando che non si asciughi troppo.
      •  Dopo una mezzora aggiustate di sale, togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.
      • Foderate una teglia con carta forno, o mettete direttamente dell'olio nella teglia ungetela abbondantemente, non siate avari con l'olio, mi raccomando.
      • Intanto l'impasto sarà lievitato, avrà raddoppiato il suo volume. Dividetelo in due parti non uguali. La grande servirà come base della focaccia e la piccola la ricoprirà. Un suggerimento per non impiastricciarvi le mani di pasta ungetevele d'olio per facilitare tutta l'operazione.
      • Stendete la pasta o con il matterello oppure schiacciatela con le mani, foderate il fondo e i bordi della teglia. Con la forchetta punzecchiate la base, questo servirà ad evitare le bolle d'aria che a volte si formano. 
      • Inserite la cipolla con le olive e le acciughe, (mi raccomando togliete l'alloro) ormai tiepido distribuendolo uniformemente, 
      • Con l'altra parte dell'impasto formate un disco piuttosto sottile e ricoprite, sigillando il tutto con la pasta dei bordi rimboccandola e schiacciandola con la forchetta, oppure pizzicando i due lembi con le dita.
      • Sempre coi rebbi della forchetta. punzecchiando tutta la superficie, fate dei disegni, per esempio se la teglia è tonda realizzate dei cerchi concentrici o una spirale, o dei quadrati, avrete anche voi così una "picta" come quelle antiche e ci sarà anche la possibilità di una buona evaporazione durante la cottura. (in gergo: "farà da cumignolo").
      • Per renderla più colorata ungetela ben bene con dell'olio.
      • Lasciatela lievitare al caldo ancora per almeno per una mezz'ora.
      • Avrete già preriscaldato il forno al massimo (forno possibilmente non ventilato). Lasciate cuocere a 200° per più di tre quarti d'ora, forse un'ora, dipende dal tipo di forno che avete. Mi raccomando sorvegliatela ogni tanto come fate con le altre focacce.
      • E' pronta quando si stacca dai bordi,  è ben cotta oltre ad aver assunto un colore dorato e l'aspetto che ha nella foto, morbida dentro e croccante fuori.
      • Sfornatela e scolate immediatamente l'eventuale eccesso di olio, fatelo subito altrimenti viene purtroppo assorbito. Credetemi è un segreto dei fornai che ho "rubato" da piccola quando andavo al forno a comprare il pane buonissimo di Altamura in quei forni che ormai sono spariti e facevano tanti gustosi prodotti.
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      Ecco la pitta realizzata da Ross, una tra le mie vere e care amiche.
      Me l'ha inviata oggi 24-marzo, come aveva promesso commentando il post.
      E bellissima, vero? Brava Ross, è "pictata" proprio benissimo, un vero capolavoro, anzi come dici tu:
      " Meravigliosa!
      E, contrariamente a ciò che pensavo, non pesante e senza "strascichi" post prandiali." 
      Grazie Ross, rifalla per Venerdì Santo, ripeterai il successo!
      .... e tanti auguri!!!

      Foto gentilmente concessa dall'amica Ross - http://rossland.blogspot.it/  Tutti i diritti sono riservati all'autore





      giovedì 7 marzo 2013

      ONE DAY, WE'LL BE....

      Promemoria: ricorrenza 8 marzo


      One day baby, we’ll be old
      Un giorno bambina, saremo vecchi
      And think of all the stories that we could have told.
      E penseremo a tutte le storie che avremmo potuto dire
      Asaf Avidan - One Day
       (Reckoning Song)

      ONE DAY  (Reckoning Song)
      UN GIORNO (Canzone confidenziale)

      No more tears, my heart is dry
      Non ho più lacrime, il mio cuore è arido
      I don’t laugh and I don’t cry

      Non rido e non piango
      I don’t think about you all the time

      Non penso a te tutto il tempo
      But when I do – I wonder why

      Ma quando lo faccio – Mi chiedo perché

      You have to go out of my door

      Devi uscire dalla mia porta
      And leave just like you did before
      Ed andar via proprio come hai fatto prima
      I know I said that I was sure
      So di aver detto che ero sicuro
      But rich men can’t imagine poor.
      Ma i ricchi non sanno immaginare la povertà.

      One day baby, we’ll be old

      Un giorno piccola, saremo vecchi

      Oh baby, we’ll be old
      Oh piccola, saremo vecchi

      And think about the stories that we could have told
      E penseremo alle storie che avremmo potuto dire

      Little me and little you

      Piccolo io e piccola tu
      Kept doing all the things they do
      Abbiamo continuato a fare tutte le cose che si fanno
      They never really think it through
      Non si è mai veramente creduto fosse possibile
      Like I can never think you’re true
      Come io non potrò mai pensare che tu fossi vera

      Here I go again – the blame

      Torno dinuovo qui – il biasimo
      The guilt, the pain, the hurt, the shame
      Il senso di colpa, il dolore, la vergogna
      The founding fathers of our plane
      I padri fondatori del nostro progetto
      That’s stuck in heavy clouds of rain.
      Che è bloccato nelle nuvole piene di pioggia.

      One day baby, we’ll be old

      Un giorno bambina, saremo vecchi
      Oh baby, we’ll be old
      Oh bambina, saremo vecchi
      And think of all the stories that we could have told.
      E penseremo a tutte le storie che avremmo potuto dire




      (Leggere anche questo, è bello saperne di più)