Questa è una domanda che mi sono posta osservando gli atteggiamenti di chi, vincendo anche il naturale buon senso, dà libero sfogo a manifestazioni superstiziose con gesti scaramantici di ogni tipo. I segni di croce di calciatori che entrano in campo, o di attori dietro le quinte prima di entrare in scena, di studenti prima di sedersi per un esame, e tantissimi altri, per non parlare di altri gesti non proprio eleganti e civili, sono a dir poco molto imbarazzanti. "Non è Vero ....ma ci credo" la commedia di Peppino de Filippo del 1942 ci dice molto su quanto sia difficile vivere da superstiziosi. Ecco la sintesi fatta daGiulio Cobham "La superstizione del commendator Gervasio Savastano non conosce limite nè pazienza. Corna facendo e rifacendo, tutto sembra congiurare contro dfi lui e i suoi affari: i venerdì, i gatti neri, quello iettatore patentato del ragionier Malvurio annidato tra i suoi dipendenti. Savastano non sa più che fare, o forse sì: licenzia Malvurio e mette al suo posto Sammaria, uno che dalla sua ha... una gobba che promette ogni bene e fortuna. E infatti: basta solo guardarla ed ecco che affari e finanze ripartono a gonfie vele. Sammaria si rivela un vero toccasana per la vita di Savastano, ma potrà toccarne anche alla figlia? E se i futuri nipotini nascessero con la gobba? "
Qui la storiella Zen ci spiega meglio l'essenza della superstizione.
La superstizione è nata con l'uomo. I riti propiziatori e le pratiche magiche erano note e molto diffuse nei tempi remoti e si perdono nella notte dei tempi. In questo video si ricorda come la superstizione e la malvagità umana nei secoli abbia ignobilmente strumentalizzato il simpatico e affettuosissimo amico dell'uomo, il gatto nero .
Io lo considero così, un "Ange Gardien", un vero "Angelo Custode"
un caro e tenero amico a cui ci affidiamo. Guardate anche questo video, molto significativo riscatta il gatto nero in maniera eccellente, non è vero?
« Era già l'ora che volge il disìo ai navicanti e 'ntenerisce il core lo dì c'han detto ai dolci amici addio » (Dante Alighieri, Divina Commedia - Purgatorio Canto VIII)
Questi versi del nostro Sommo Poeta mi hanno rivelato il significato della parola portoghese saudade e ne ho inteso così il senso. Tutto l'insieme dei sentimenti che si riaffacciano in chi ha abbandonato la sua casa e che inteneriscono il cuore di chi impavido con coraggio ha lasciato il calore della sua casa è in portoghese saudade. La parola saudade non ha traduzione, nè in italiano e nè in nessun'altra lingua. Parole come nostalgia, rimpianto, malinconia possono solo avvicinarsi al suo vero significato, non hanno la forza emotiva e struggente di quello che rappresenta effettivamente la saudade. Il fado, tipica musica nata in Portogallo e successivamente anche adottata in Brasile, ha espresso molto bene in musica tale sentimento ed è riuscito anche a divulgato il sentimento dei portoghesi emigrati in tutto il mondo. La parola fado nella lingua portoghese ha due significati.
Nella accezione antica è intesa come fato, destino.
In quella moderna, introdotta nella metà del 1800 nella città di Lisbona, è la musica tipica portoghese conosciuta in tutto il mondo. Ha un fascino particolare che la voce di Amalia Rodriguez con il suo impareggiabile talento ha reso noto, anzi famosissimo il fado in tutto il mondo.
Richiama la musica del rito mozarabico, anche conosciuto come isidoriano, della liturgia cattolica iberica introdotto nel IV e perdurato fino all'XI secolo, che era praticato nel regno di Toledo e in tutto il territorio anche tra gli Islamici.
Il ritmo tutto particolare, sempre mediterraneo, ripropone le coppie dei versi con una variazione di melodia chedanno tanta dolcezza e comunicano una struggente e serena nostalgia: la "saudade".
Gli strumenti tipici del fado, guitarra portuguésa - viola de fado - baixo, danno alla melodia un carattere molto forte ed emozionante.
Normalmente è presente nella esecuzione una voce che dialoga con laguitarra portuguésa, impareggiabile e unica quella della Rodriguez, e la viola do fado, una chitarra di tipo spagnolo per i bassi e le armonie. A questi non sempre vengono aggiunti una seconda chitarra portoghese e il basso portoghese, o baxio, dall'apparenza di una chitarra spagnola.
Il testo è rappresentato da versi altamente poetici in cui viene enfatizzato il Saudade, che nella musicalità e nelle assonanze contribuisce a rendere più chiaro l'intraducibile insieme di sensazioni, una combinazione di stati d'animo che ruotano intorno alla struggente malinconia e alla nostalgia del passato col sottofondo di una musica che trascina lontano. Principalmente in luoghi mai più raggiungibili e rimasti fermi nel cuore. Questi due notissimi capolavori ne sono meravigliosi esempi. Le due notissime città, Coimbra e Lisbona agli occhi di chi ne è lontano appaiono dignitose, eleganti e bellissime signore. Coimbra
Coimbra O lent é uma cançao E a lua a faculdade O livro é uma mulher Só passa quem souber E aprende-se a dizer saudade
Coimbra do Choupal Ainda és capital Do amor em Portugal ainda Coimbra onde uma vez Com lágrimas se fez A história dessa Inês tao linda coimbra das cançoes tao meigas Que nos poe Os nossos coraçoes a nu Coimbra dos doutores Para nós os teus cantores A fonte dos amores és tu Lisboa Antiga
Lisboa Antiga (Portela - Galhardo - Do Vale)
Lisboa, velha cidade, Cheia de encanto e beleza! Sempre a sorrir tão formosa, E no vestir sempre airosa. O branco véu da saudade Cobre o teu rosto linda princesa!
Olhai, senhores, esta Lisboa d'outras eras, Dos cinco réis, das esperas e das toiradas reais! Das festas, das seculares procissões, Dos populares pregões matinais que já não voltam mais!
Lisboa de oiro e de prata, Outra mais linda não vejo Eternamente a cantar E a dançar de contente O teu semblante se retrata No azul cristalino do Tejo
Lisbona antica- Traduzione
Lisbona, vecchia città, Piena d'incanto e bellezza! Sempre tanto bella nel sorridere, E nel vestire sempre leggiadra, Il bianco velo della nostalgia Copre il tuo viso, bella principessa!
Guardate, signori, questa Lisbona d'altri tempi, Dei cinque réis, delle corse di tori e delle corride reali! Delle feste, delle secolari processioni, Delle grida mattutine dei venditori che ormai non tornano più!
Lisbona d'oro e d'argento, Altra più bella non vedo Eternamente a cantare E a danzare lietamente Il tuo volto si riflette Nell'azzurro cristallino del Tej
Se non è mediterraneo, salutistico, vegetariano, vegano, semplicissimo da realizzare e... poverissimo, ditemelo voi!!!
Foto privata di Cle Reveries - Diritti riservati
Ho già detto del pancotto, di questa pietanza poverissima e semplicissima e che ci sono tanti modi per prepararla. Quello della ricetta lucana è un po' simile al mio preferito. E' l'antichissimo che mangiava chi non aveva denti, cioè bambini e vecchi. Pressappoco tutti hanno gli stessi ingredienti ma sempre con preparazioni diverse. Quello per i bambini, naturalmente è solo del pane immerso nel brodo vegetale bollente lasciandolo cuocere per pochi minuti e poi servito con dell'olio d'oliva e abbondante parmigiano. In un altro post parlavo del pancotto andriese con le cime di rape, ora vorrei parlarvi di quello che faccio per cena, di solito quando ho tanto pane da riciclare. Gli ingredienti, li abbiamo tutti quasi sempre in casa, condizione essenziale è che siano tutti di buona qualità e in buono stato.
Pane raffermo, tagliato a dadini Foto privata di Cle Reveries - Diritti riservati
Trito di cipolla, aglio e peperoncino Immagine da Google
Prezzemolo, basilico e pomodori tondi piccoli (Immagine da Google)
Olio extravergine d'oliva (Immagine da Google)
Alloro (Immagine da Google)
Aglio e cipolle (Immagine da Google)
INGREDIENTI:
circa 100 g. di pane raffermo, preferibilmente quello comune (panini o pagnotta), abbastanza asciutto, ben conservato e tagliato a dadini;
1 peperoncino (facoltativo);
Una buona manciata di prezzemolo tritato e possibilmente qualche foglia di basilico;
2 o 3 spicchi d'aglio;
1 cipolla di dimensione media;
Alcuni pomodori piccoli e maturi (4 /5 );
3 foglie di alloro;
Olio extravergine d'oliva, 1 cucchiaio ogni 100 g. di pane + 1, (melius abundare quam deficere);
Acqua bollente leggermente salata (più di mezzo litro).
PREPARAZIONE:
Affettate il pane, tagliatelo a dadini e tenetelo da parte
In un pentolino mettete a bollire dell'acqua leggermente salata.
In una padella antiaderente, (io preferisco quella dai bordi un po' più alti di tipo wok), fate riscaldare bene l'olio con il peperoncino (facoltativo o da togliere subito dopo) l'aglio e la cipolla tritati o tagliati finemente.
Fate rosolare gli odori ed aggiungete i pomodori tagliati in quattro e poi l'alloro .
Foto privata di Cle Reveries - Diritti riservati
Fate asciugare fino a quando l'olio sarà molto evidente, mi raccomando tutto a fuoco moderato e sempre rimestando con un cucchiaio di legno, meglio ancora una spatola.
Aggiungete al soffritto il pane e fatelo insaporire per qualche secondo rigirandolo.
Foto privata di Cle Reveries - Diritti riservati
Aggiungete l'acqua bollente leggermente salata che avete già pronta. Poco alla volta, una mestolata non di più, facendola assorbire e asciugare completamente ogni volta prima di aggiungerne dell'altra.
Foto privata di Cle Reveries - Diritti riservati
Continuare sempre a girare ma ora a fiamma viva.
Foto privata di Cle Reveries - Diritti riservati
Dopo una quindicina di minuti sarà cotto.
Qualche minuto prima di toglierlo dal fuoco, unite il prezzemolo tritato, non tutto, lasciatene un po' da parte.
Quando il tutto si sarà ben amalgamato e si staccherà dal fondo assaggiatelo, avrà un sapore unico e uniforme, profumato con alcuni piccoli pezzetti di pane croccante come lo preferisco io. Se lo gradite meno asciutto, metteteci un po' più di acqua e fatela evaporare a vostro gradimento.
Toglietelo dal fuoco, impiattate e guarnite con dell'altro prezzemolo e il basilico fresco
Foto privata di Cle Reveries - Diritti riservati
.
Servite ben caldo. Vi assicuro è ottimo da solo o insieme ad altre verdure. Io l'altra sera l'ho mangiato con della verza stufata nel microonde, è stato un ottimo abbinamento, credetemi!