"rascel

«Io prendo manciate di parole e le lancio in aria; sembrano coriandoli, ma alla fine vanno a posto come le tessere di un mosaico».
(Renato Rascel)

martedì 15 gennaio 2013

DEDICATO A UN NUOVO ANGELO:


Alice Pyne

Con grande tristezza ho letto l'ultimo post della mia coraggiosa amica blogger Alicepyne che da giugno 2011 è stata qui a "Alice's Bucket List". Lo ha postato la sua amica amica Vicky che le è stata molto vicina in questi anni insieme ai suoi amici intimi. L'ha aiutata a realizzare i suoi desideri, quelli della sua bucket list che sono nella prima pagina del suo blog.

Riporto il post
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12 January 2013

Sad news

Our darling girl, Alice, gained her angel wings today. She passed away peacefully with Simon, Milly and myself by her side. We are devastated and know that our lives will never again be the same.

Vicky
12 January 2013

#Night Night Alice


Posted by Alice x 
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 Piena di vita e determinata nella realizzazione dei suoi propositi, è stata un esempio per tutti, si presentava così

About Me

My Photo
Hi, I'm 17 years old and live with my parents and sister in Ulverston. I've been fighting cancer for over 5 years and now I know that the cancer is gaining on me and it doesn't look like I'm going to win this one :( I'm hoping to write in here as much as I can and I'm also going to show my bucket list which I'm trying to get done before I have to go. Hopefully, I'll update as I tick each one off the list :)


ORA CHE HAI RICEVUTO LE ALI DOPO TANTE SOFFERENZE SEI CON GLI ALTRI ANGELI IN PARADISO E IL MIO PENSIERO SARA' SEMPRE CON TE.



venerdì 11 gennaio 2013

IL PANCOTTO: saporito e pieno di ricordi ma...

... mediterraneo antichissimo, poverissimo, vegetariano e anche vegano.
Pancotto con le cime di rape
(da Google vedere il link)

Se si guardano gli ingredienti di questa pietanza, è facile accorgersi che è l'espressione di una sana cucina le cui origini si perdono nella notte dei tempi.
Il pane è stato il primo manufatto dell'uomo preistorico, quando già conosceva il fuoco e da nomade era diventato stanziale e si dedicava alla pastorizia e all'agricoltura.
Dopo aver imparato a riconoscere le piante commestibili,  raccoglieva i semi, li selezionava, riservava i migliori per la nuova semina, i rimanenti li cucinava interi, ma sapeva anche che se li  frantumava ricavava delle farine che impastate e cucinate diventavano ottimo nutrimento, otteneva così pane, pitte, focacce, farinate o minestre.
Usava condimenti sani e molto semplici, aveva imparato a riconoscere la vegetazione che gli cresceva spontaneamente intorno rubando alla natura i suoi segreti. Sapeva  cucinare erbe, fiori, radici e tuberi, aveva imparato che frantumando bacche e drupe poteva insaporire le povere pietanze  ed infine  cominciò ad usare come condimento il prodotto della  frantumazione delle drupe come l'oliva, o i frutti secchi come l'uva passa, le noci, le mandorle o il latte e i suoi derivati. Tutte cose sane che si usano da sempre nella cucina mediterranea.

Il Pancotto Andriese, è il ricordo della mia prima infanzia, dal sapore di cose semplici e genuine,  di giochi all'aperto tra i suoni della natura.
Erano tempi durissimi, però.
Il senso dell'ospitalità di quelle povere famiglie era ammirevole. All'imbrunire, al rientro dai lavori nei campdegli uomini di casa molto spesso mi auto-invitavo alle loro tavole.
Per loro che misuravano le gocce d'olio e le molliche di pane, aggiungere un altro coperto era un piacere, e aumentare un po' le dosi di pane raffermo e mettere un cucchiaio in più d'olio, sapevano che avrebbero reso felice me e la loro figlia, la mia amica.
Mia madre non usava preparare cose così semplici e saporite, per loro erano la monotonia di ogni giorno, per me una festa.
Qui trovate la mia ricetta, è personale, è quella che preferisco, frutto di adattamenti al gusto dei miei commensali molto esigenti.
  
Pane tipo Altamura
(Immagine da google)
Cime di rape (Immagine da google)
Aglio e peperoncino
(Immagine da google)



Olio extravergine d'oliva
 (Immagine da Google)

Il pancotto della  tavola povera dei miei amici è semplicissimo, io lo preparo spesso, tutte le volte che cucino le cime di rape. Per me è un ritornare nel passato, a quella mensa così piena di speranza e di gioia.
Lo preparo solo per me perchè seguo una dieta ipoglicemica e ho anche bisogno di sali minerali, e poi è velocissimo e riciclo facilmente il pane raffermo.
La preparazione che seguo è rapida e semplicissima, vi  do' anche alcuni consigli che lo rendono più asciutto perchè non mi piacciono le brodaglie. Non ha un aspetto affascinante, se lo proponete a un bambino introducetelo come la pappa di un super eroe, funziona sempre.
Se non trovate le rape e volete riciclare il pane potete seguire lo stesso procedimento ma con altre verdure, è sempre buono e salutistico. 
INGREDIENTI:
  • 500 - 600 gr. di cime di rapa, in Campania si chiamano friarielli, le potete trovare ovunque, il peso è da considerare come gà pulite, cioè prive di foglie dure o maltrattate, e mi raccomando procuratevi solo quelle dai fiori chiusi e ancora verdi;
  • del  pane ben raffermo di ogni tipo (a fette alte o tozzi , ottimo quello di semola), ma va bene qualunque tipo, deve essere ben asciutto. La prima volta calcolatene meno di 50 gr. a persona (per me ne metto 25- 30 gr);
  • un po' d'olio extravergine d'oliva;
  • acqua salata, non molta, per lessare la verdura.
PREPARAZIONE:
  • Lavate la verdura, facendola stare immersa in abbondante acqua per pochi minuti e poi rilavatela per altre tre o quattro volte. Guardate con attenzione se è ancora rimasta della terra o se c'è qualche affettuoso amichetto (molto spesso chiocciole) che allontanerete subito. Poi mettetele a sgocciolare.
  • Portate ad ebollizione l'acqua salata in una casseruola alta, metteteci le cime di rape e fatele cuocere a vostro gusto, a me piacciono cottee non spappolate. Poi scolatele e tenetele da parte.
  • Assicuratevi che il pane si sia ben conservato (cioè privo di eventuali macchie o con un odore di vecchio) e ben asciutto. Se lo conservate nel sacchetto di carta facendolo un p0' traspirare, non avrete sorprese.
  • Qualche minuto prima di mettervi a tavola, riportate ad ebollizione l'acqua in cui avete già cucinato le rape, e mettete a cuocere il pane per pochi minuti, deve essere lucido e non si deve spappolare, sarà solo aumentato di volume.
  • Lo togliete subito e lo lasciate scolare di quasi tutta l'acqua assorbita nella cottura
  • Lo mettete nel piatto vicino alle rape, lo condite con un po' d'olio (i miei amici ne mettevano pochissimo perchè era prezioso) a piacere.
  • Servite ben caldo.
A me piace così, ma se lo volete più gustoso potete ripassare le rape:
INGREDIENTI PER RIPASSARE LE RAPE  ( o altre verdure):
  • Olio
  • Spicchio d'aglio
  • Peperoncino (secondo i gusti)
  • Una foglia di alloro
PREPARAZIONE
  • In una padella antiaderente, io preferisco quella un po' più alta di tipo wok, fate riscaldare bene l'olio con l'aglio e il peperoncino,
  •  quando è diventato molto caldo, non fumante, ci mettete le rape (o le altre verdure) e la foglia di alloro.
  •  Fate insaporire un pochino e poi servitele nei piatti.
  •  Nella stessa padella in cui avrete lasciato un po' del condimento delle rape, ripassate anche il pane già cotto, se necessario aggiungete un altro poco d'olio, ma per mia esperienza basta quello del soffritto precedente.
  •  poi servitelo accanto alle rape e portate subito tutto in tavola.

domenica 6 gennaio 2013

la vie ne vaut rien


la vita non vale veramente niente?



La prima volta che ho sentito questa canzone così trascinante, me lo sono chiesto, e poi richiesto.
La risposta è sempre una: 
La vita va vissuta con saggezza per capire il suo grandissimo valore.
Solo se la rispettiamo ci ricompensa e ci dona tutte le sue immense  grazie.


La vie ne vaut rien 
di Alain Souchon

Il a tourné sa vie dans tous les sens
Ha girato la sua vita in tutti i sensi
Pour savoir si ça avait un sens l'existence
Per sapere se aveva un senso l'esistenza
Il a demandé leur avis à des tas de gens ravis
Ha chiesto il loro parere a un sacco di gente felice
Ravis, ravis, de donner leur avis sur la vie
Felice, felice di dare il suo parere sulla vita
Il a traversé les vapeurs des derviches tourneurs
Ha attraversato vapori dervisci rotanti
Des haschich fumeurs et il a dit
Di fumo e hashish, ha detto

[Refrain] :

La vie ne vaut rien, rien, rien, la vie ne vaut rien
La vita non vale niente, niente, niente, la vita non vale niente
Mais moi quand je tiens, tiens,
Ma quando voglio, voglio,
Là dans mes mains éblouies,
Qui nelle mie mani bollenti
Les deux jolis petits seins de mon amie,
I due graziosi piccoli seni della mia amica
Là je dis rien, rien, rien, rien ne vaut la vie
Allora dico niente, niente, niente, niente vale la vita

Il a vu l'espace qui passe
Ha visto lo spazio che passa
Entre la jet set les fastes, les palaces
Tra il fasto del jet set, hotel di lusso
Et puis les techniciens de surface
Ed ancora i tecnici di superficie
D'autres espèrent dans les clochers, les monastères
Altri sperano nei campanili, nei monasteri
Voir le vieux sergent pépère mais ce n'est que Richard Gere,
Vedere il  vecchio sergente Pepper, ma non è altro  che Richard Gere,
Il est entré comme un insecte sur site d'Internet
E' entrato come un insetto sul sito Internet
Voir les gens des sectes et il a dit
Vedere le persone delle sette  e ha detto
[Refrain]

La vie ne vaut rien, rien, rien, la vie ne vaut rien
La vita non vale niente, niente, niente, la vita non vale niente

Il a vu manque d'amour, manque d'argent
Ha visto una mancanza di amore, mancanza di soldi
Comme la vie c'est détergeant
Come la vita è detergente
Et comme ça nettoie les gens,
E mentre pulisce persone
Il a joué jeux interdit pour des amis endormis,
Ha giocato giochi proibiti per gli amici addormentati,
Et il a dit
Ed ha detto:
[Refrain]

La vie ne vaut rien, rien, rien, la vie ne vaut rien
La vita non vale niente, niente, niente, la vita non vale niente

lunedì 24 dicembre 2012

"The world is so wrong", let's hope in A VERY MERRY CHRISTMAS for ALL!





So this is Christmas
And what have you done?

Another year is over
And a new one just begun

And so this is Christmas
I hope you have fun
The near and the dear one
The old and the young

A very merry Christmas
And a happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear

And so this is Christmas
For weak and for strong
For rich and the poor ones
The world is so wrong

And so happy Christmas
For black and for white
For yellow and red ones
Let's stop all the fight
And so happy Christmas
For black and for white
For yellow and red ones
Let's stop all the fight

A very merry Christmas
And a happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear

And so this is Christmas
And what have we done?
Another year over
And a new one just begun

Ans so this is Christmas
I hope you have fun
The near and the dear one
The old and the young

A very merry Christmas
And a happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear

War is over over
If you want it
War is over
Now
 

  
   "The world is so wrong"

Sì il mondo è proprio sbagliato, 

Ma rimane in tutti la speranza di avere più pace!



!!  BUON NATALE A TUTTI   !!





venerdì 21 dicembre 2012

TEMPI DURI


E sì, mala tempora currunt!

Perchè non prendiamo lezione dal maestro Impallato?

Guardiamo un po' questo video, ci farà sorridere senz'altro, ma farà anche riflettere molto.

Se vi è venuta voglia di vederne di più, qui troverete il film completo "il maestro di Vigevano" con un Alberto Sordi impareggiabile attore ed interprete di una società sempre uguale nelle miserie, ma ricchissima di risorse dell'arte dell'arrangiarsi di cui noi Italiani siamo sempre stati grandi maestri.
Il film nel video, e precisamente l'escursione didattica nei campi di questi miseri e un po' squallidi personaggi, è uno spaccato di vita del dopoguerra. Sembrerebbe un po' paradossale ma  nel dopoguerra eravamo un po' tutti così, sempre un coltello a portata di mano (in tasca o nella borsetta e non per autodifesa), una borsa capiente (per gli uomini una cartella da legale che dava più carisma da intellettuale, o una sacca di stoffa riciclata per le donne) e tutti una fame da morire portata a spasso con malcelata disinvoltura.
Da piccola come ho già detto,  ero sempre presa tanto dalla curiosità di conoscere meglio i grandi che mi capitavano sotto tiro e ne ho visto di belle ed esemplari.
Molto spesso nessuno badava a me, troppo piccola per essere un testimone o troppo invisibile perchè preferivo non mettermi troppo in evidenza. 
Dalla terrazza di cui ho già parlato qui, ho assistito ( e memorizzato anche) tante avventure da maestro di Vigevano!!!
Persone insospettabili che si appropriavano delle cose lasciate per pochi minuti incustodite dai vicini di casa, persone rispettabilissime e anche di ineccepibile reputazione.
Quella che non dimenticherò mai è l'avventura della nonna dei miei amichetti, mi ha profondamente lesa la stima per una donna che rappresentava una istituzione per me che non avevo conosciuto le mie nonne.  Senza essere vista, l'ho colta sul fatto  mentre si appropriava della legna dei vicini di casa. Pochi tronchetti sistemati sul portabagagli della bicicletta sgangherata di un poveretto che l'aveva lasciata incustodita per qualche minuto, intento com'era a sistemare altro in casa.
Quello che mi colpì particolarmente fu la falsità della donna. Al poveretto che, meravigliato della scomparsa del suo misero carico, le chiese se si fosse accorta di chi si era impossessato della sua legna, lei molto meravigliata e dispiaciuta rispondeva di non aver visto nessuno e che era appena uscita di casa. Proprio quel "non ho visto nulla" mi sembrava un peccato mortale, ma ora penso che forse era solo malcelata indigenza.
Quelli erano tempi molto difficili che però possono insegnarci qualcosa, forse magari a sfruttare le risorse che ci offre la natura.
A quei tempi tutti sapevano riconoscere le erbe selvatiche edibili, a tutti erano note le loro proprietà terapeutiche, così quando ne avevano bisogno o avevano voglia di evadere, in comitiva, donne bambini e anziani, si recavano  negli spazi di terra incolta, o giardini trascurati, come se si andasse al supermercato odierno.
Nel mio caso nella stazione ferroviaria era il nostro luogo preferito. Tra i vecchi vagoni inutilizzati, noi giocavamo agli indiani o all'assalto altreno da parte dei banditi, mentre le nostre mamme si divertivano a raccogliere cicorielle e tutto ciò che era mangiabile. Mi sembrava facessero una specie di gara a chi ne trovasse di più. 
Cosa raccoglievano? Oltre al tarassaco (zangone) e alla cicoriella più facile da ritrovare c'erano la borragine, la lattughella, il cascigno, il caccialepre e il cicorione che erano più rare e costituivano il vanto di chi le raccoglieva.

Ecco le principali ambite erbette che venivano preparate dalle mie donne, erano buonissime!
Provate anche voi a riconoscerle e magari in una escursione come quella che si faceva allora, potrete unire l'utile al dilettevole. Qui troverete ottimi suggerimenti e come riconoscerle, o anche qui ci sono belle schede che vi aiuteranno a capirne di più. Eruditevi bene, sarete ben preparati per le passeggiate primaverili!

Vi ho già parlato della cicoriella in questo mio post.


Cicoriella di campo





Tarassaco (dente di leone, etc.)
Anche del tarassaco o zangone ve ne ho parlato sempre qui nello stesso post, ma nel link della foto potrete trovare una bellissima scheda










Borragine
 da Elicrisio,rivista sull'ambiente

La borragine era la più ambita da tutti, perchè è dolce e si può preparare in tanti modi. Qui in questa pagina potete trovare alcune ricette molto interessanti







...e buona spesa al mercatino della natura!