"rascel

«Io prendo manciate di parole e le lancio in aria; sembrano coriandoli, ma alla fine vanno a posto come le tessere di un mosaico».
(Renato Rascel)

venerdì 15 giugno 2012

SMILE

SORRIDI
In certi momenti della vita mi è capitato, e mi capita ancora, di essere molto triste. Sebbene sia propensa a vedere con ottimismo sempre il "bicchiere mezzo pieno", il sorriso che rassicura il mio cuore e quello di chi mi vive accanto fa fatica ad affacciarsi. Che fare? Ricorro a quello che io chiamo "Sorriso Terapeutico". E' una specie di ginnastica mentale: con una vera e propria "violenza" su me stessa, mi impongo di pensare solo alle positività, e aspetto ascoltando una bella musica.
La voce di Nat King Cole è una magia che riesce ad evocare in me solo bei momenti, e funziona sempre, ve lo assicuro.
Tra le sue bellissime canzoni senza tempo, questa è la più efficace, forse perchè è Charlie Chaplin, il famosissimo Charlot, che l'ha scritta proprio per convincerci di sorridere perchè ne vale sempre la pena.
.... perciò:
 through our fear and sorrow
let's smile!!!

SMILE
(by Charlie Chaplin from the film "Modern times", 1936)

Sorridi
(traduzione di Cle Reveries)
Smile tho' your heart is aching,
Sorridi, anche se il cuore ti fa male, 
Smile Even though it's breaking,
Sorridi, sebbene si stia spezzando. 
When there are clouds in the sky 
Quando ci sono le nuvole nel cielo 
You'll get by,
Le sorvolerai,

If you Smile through your fear and sorrow,
Se sorridi malgrado la paura e il dolore,
Smile and maybe tomorrow
Sorridi e forse domani  
You'll see the sun come shining through 
Vedrai che il sole è lì che brilla 
For you.
Per te. 

Light up your face with gladness,
Illumina il tuo viso di gioia
Hide ev'ry trace of sadness,
Nascondi ogni traccia di tristezza
Altho' a tear may be ever so near,
Anche se una lacrima forse sarà inevitabilmente così vicina.

That's the time you must keep on trying!
Questo è  il momento in cui devi tener duro e continuare!

Smile
Sorridi,
What's the use of crying?
A che serve piangere? 
You'll find that life is still worthwhile,
Scoprirai che la vita vale ancora la pena di essere vissuta 

If you just smile.
Se tu solo sorridi 



domenica 10 giugno 2012

dedicato...

ad un carissimo amico, Max, alla compagna della sua  vita, alle sue figlie e a tutta la sua gente: hanno visto cambiare la loro esistenza da un momento all'altro.
Non serve guardarsi indietro. E' tutto impresso nel nostro cuore in modo indelebile.
La continuità di una esistenza serena, come quella di una volta, è ancora lì nei vostri sguardi e nella forza del vostro amore come lo è stato da sempre e continuerà per tutta la vita.
Pour la vieeeee!!!!


LA VIE EN ROSE (E.Piaf-Louiguy)
LA VITA TUTTA ROSA (trad. Cle Reveries)

Des yeux qui font baiser les miens,
Occhi che fanno abbassare i miei

Un rire qui se perd sur sa bouche,
Un ridere che si perde nella sua bocca
Voila le portrait sans retouche
Ecco il ritratto senza ritocchi
De l'homme auquel j'appartiens
Dell'uomo al quale appartengo


Quand il me prend dans ses bras
Quando mi prende fra le braccia  
Il me parle tout bas,
Mi parla a bassa voce
Je vois la vie en rose. 
Vedo la vita tutta rosa
Il me dit des mots d'amour,
Mi dice parole d'amore 
Des mots de tous les jours,
Parole di tutti i giorni,
Et ca me fait quelque chose. 
E sento che mi suscitano qualcosa

Il est entre dans mon coeur 
E' entrato nel mio cuore,
Une part de bonheur 
Una parte di felicità
Dont je connais la cause
Di cui conosco la causa

C'est lui pour moi. Moi pour lui
E' lui per me, Io per lui 
Dans la vie,
Nella vita  
Il me l'a dit, l'a juré pour la vie.
Me l'ha detto, l'ha giurato sulla sua vita.

Et des que je l'apercois
E fin dal momento in cui lo scorgo da lontano
Alors je sens en moi Mon coeur qui bat
Allora sento in me, il cuore che batte...

Des nuits d'amour a ne plus en finir
Notti d'amore senza fine
Un grand bonheur qui prend sa place
Una gran felicità che si fa largo 
Des enuis des chagrins, des phases 
I fastidi, i dolori si cancellano
Heureux, heureux a en mourir.
Felice, felice da morire

Quand il me prend dans ses bras
Il me parle tout bas,
Je vois la vie en rose.

Il me dit des mots d'amour,
Des mots de tous les jours, Et ca me fait quelque chose.

Il est entre dans mon coeur
Une part de bonheur
Dont je connais la cause.

C'est toi pour moi. Moi pour toi
Dans la vie, Il me l'a dit, l'a jure pour la vie.

Et des que je l'apercois
Alors je sens en moi
Mon coeur qui bat

lunedì 4 giugno 2012

UN PIATTO POVERISSIMO, VEGETARIANO (e VEGANO?) ma FACILISSIMO: LI CECAMARITI .



Qui ci sono anche  informazioni sul Salento


Per chi non conosce i dialetti italiani, vere lingue ormai dimenticate dai giovani, in questi casi, è necessario un breve cenno linguistico.
Il salentino non è molto difficile se si supera l'impatto con  il ritmo e l'intonazione delle frasi, ma quello lo si apprende vivendo sul posto e qui non è proprio il caso di affrontarlo..
Quindi "li cecamariti".
Cominciamo da "li" che in gran parte dei dialetti italiani è il maschile plurale dell'articolo "il". Segue "cecamariti", che in effetti sono due parole: ceca + mariti. Ceca deriva da cecare o accecare, mariti chiaramente non ha bisogno di traduzione.


Il perchè del nome, è da ricercarsi nell'autoironia e nella giovialità di questa gente.
A questo proposito c'è una storiella divertente, uno scherzo, che spiegherebbe proprio l'origine di questo nome. Una pietanza molto gustosa e poco costosa incantava "accecando" chi la mangiava, in altre parole tanto buona da far dimenticare ogni cosa.
Facile e veloce nella preparazione dava la possibilità alla massaia di impiegare più tempo in divagazioni e trasgressioni, tanto il marito l'avrebbe sempre e comunque lodata per la sua abilità in cucina.
La leggenda vuole che una massaia un po' birichina, usasse spassarsela con l'amante mentre suo marito lavorava in campagna. Un po' il senso di colpa, un po' la mancanza di tempo, l'avevano indotta ad escogitare un espediente che la salvasse dall'inevitabile ira del poveretto. Una pietanza buonissima, velocissima e molto economica certamente l'avrebbe salvata.
Le capitava sempre di cucinare i legumi in abbondanza che le avanzavano; ma un piatto di legumi riscaldati non era certo l'aspettativa di suo marito che si era rotto la schiena con un durissimo lavoro per tutto il giorno. Con un po' di fantasia, riciclò i legumi  usando con estro i soliti ingredienti che aveva in casa:  fu tutto bello e pronto in pochi minuti.
Suo marito sazio e soddisfatto accecato dalla bravura della sua donna non la smetteva di lodarla e farle i complimenti per la sua grande dedizione alla cucina e alla famiglia.

La pietanza in questione, in fondo, è una ripassata, cioè un modo per riciclare gli avanzi di cibi cotti.
Quando cucinate i legumi contate anche di farli avanzare. Se li mettete nel frizer li potrete ripassare a "cecamariti" in un'altra occasione.
Consiglio questa ricetta perchè è molto economica, semplicissima, veloce ed ha solo ingredienti vegetali e dietetici.

LI CECAMARITI


INGREDIENTI

  • 500gr. di legumi secchi 
  • (piselli, ceci, fave etc) già cotti, come ho detto qui
  • 300gr di pane casereccio raffermo, ottimo quello di semola di grano duro,tagliato a tocchetti
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • un po' di cipolla 
  • una padella antiaderente
 Fate friggere  i tocchetti di pane nella padella con poco olio  rimestando continuamente fino a renderli croccanti.
Toglieteli dalla padella che servirà  con dell'altro olio per friggere la cipolla e preparare il condimento.
Quando la cipolla si sarà imbiondita unire, i tocchetti di pane.
Intanto avrete riscaldato i legumi (meglio usare il microonde, se possibile) e messi in una terrina da portare in tavola.
Versare il contenuto della padella sui legumi rimestando il tutto facendolo amalgamare bene.
Portare in tavola e servire subito.
CI SARANNO SICURAMENTE ELOGI A PROFUSIONE ANCHE PER VOI!

Intanto ascoltate questa canzone salentina che sembra in tema con la storiella.
Io l'ho sentita molti anni fa cantata da Albano.
Non vivevo ancora in questa terra e non avevo capito quasi niente, ma a me nessuna l'aveva introdotta  Provateci voi!
Il titolo è " me la scerrai (tr.mi dimenticai) la coppula!




E' una serenata che.un uomo (lu 'Ntoni) fa all'amata (Carmela). E' la richiesta di restituzione, dopo essere stato con le, dii ciò che ha dimenticato (rescurdatu) da lei. Il cappello (la coppula) sul letto (supra lu liettu), le scarpe sotto il letto (sutta lu liettu) il suo cuore (lu core) nel suo petto ( intru allu piettu tou).
Vi do anche il testo così  se volete cimentarvi in questo scioglilingua sarete un po' più avviati alla comprensione di questa lingua. Se avete bisogno di una traduzione posso sempre farla.
Me la scerrai la coppula!
E na comu se gira,comu se balla,comu se mina lu pede alla palla
cusì se fa l'amore,cusì se fa l'amore,
 e na comu se gira,comu se balla,comu se mina lu pede alla palla,
cusì se fa l'amore ci la vagnona vole...
Mi rescurdai la coppula supra lu liettu tou,
carmela azzate e dammela!,carmela azzate e dammela,
mi rescurdai la coppula supra lu liettu tou,
carmela azzate e dammela,ca su lu 'ntoni tou...
E na comu se gira,comu se balla,comu se mina lu pede alla palla,
cusì se fa l'amore ci la vagnona vole..
Mi rescurdai le scarpe,sutta lu liettu tou,
carmela azzate e dammele,carmela azzate e dammele,
mi rescurdai le scarpe sutta lu liettu tou,
carmela azzate e dammele ca su lu 'ntoni tou..
E na comu se gira, comu se balla,comu se mina lu pede alla palla,
cusì se fa l'amore ci la vagnona vole..
Mi rescurdai lu core, intru allu piettu tou,
ci voi cu te mariti mi dai lu core tou...
E na comu se gira,comu se balla,comu se mina lu pede alla palla,
cusì se fa l'amore ci la vagnona vole...

sabato 26 maggio 2012

IL "PIANO B" PER SUPERARE "L'IMPASSE"



L'ho sempre ammesso: sono una sognatrice.

(la musica è "Gracefully" di G.Marradi)


Sono sempre in un equilibrio precario.
Mi muovo tra razionalità, intuizione e immaginazione.
Ho bisogno di un po' di tempo  e l'aiuto dei miei punti di riferimento per  poter analizzare accuratamente i fatti ed arrivare ad una visione disincantata della realtà  (un esempio è in questo mio post).
Devo confessarlo, è così bello farsi dondolare su questa altalena, mi sembra che addolcisca la pillola o che mi deresponsabilizzi un po'.
Ed è anche, in un certo senso rassicurante sapere che quello che accade è così perchè la mia volontà non ha nessun valore decisivo.
D'altro canto, ci tirano su con le favole nell'infanzia, ci fanno sognare mondi inesistenti nell'adolescenza e non se ne dovrebbero portare i segni da adulti? 

Per i nostri avi non erano sempre presenti i Lari, i Penati e tutte le altre figure che proteggevano a loro modo la casa degli umani?
Chi non ha mai sentito nominare personaggi fantasiosi come il Monachicchio, Monaciello, Scazzamarrieddhru, Larieddhu, Sciacuddhi, Mazaròl, Mazapegul e molti altri protagonisti delle nostre antiche leggende?
Tutti questi personaggi, con caratteristiche peculiari simili tra loro, nella letteratura per l'infanzia ci hanno fatto sognare da bambini e da grandi potrebbero essere presi in prestito per fungere da veri e propri espedienti catartici.
A ben riflettere, il folletto e le fate, così ufficialmente vengono identificati tutti quei variegati ed affascinanti personaggi, avevano la funzione del "deus ex maquina" dell'antico teatro classico: davano una svolta decisiva alle storie intricate .

I fatti narrati basati su avvenimenti reali o verosimili, si intrecciavano a tal punto che non potevano concludersi in modo facile ed attendibile, così c'era sempre un qualcosa di irreale e magico,  un personaggio imprevedibile magistralmente introdotto che faceva superare "l'impasse" con un tocco geniale e fantastico.
Nel teatro classico il "Deus ex Maquina" cadeva letteralmente dall'alto della scena col compito di fornire un provvidenziale epilogo della storia, normalmente tragica. La conclusione non era del tutto sulla stessa linea logica umana della trama svolta, ma era nella logica degli dei.
Nella mia infanzia era sempre presente il provvidenziale "folletto trafughino", una presenza su cui si scaricavano tutte le responsabilità derivanti dalle nostre pessime abitudini. Le sparizione di oggetti, dovute al disordine e alla pigrizia tipica dell'infanzia, per esempio, erano sempre attribuite a quel fantomatico personaggio.
Peccato che questi personaggi molto utili, su cui addossare tutte le colpe dovute alle mancanze umane non ci siano più.

Sarebbero molto utili, servirebbero a tutti e in ogni campo. Ci aiuterebbero a rassegnarci, certamente a non risolvere situazioni imbarazzanti, ma sarebbero sempre lì pronti a fare da capro espiatorio.
Per la cattiva gestione e il mancato senso di responsabilità dilagante nella nostra attualità, molto spesso vengono a crearsi delle situazioni perniciose, molto complicate e paradossalmente intricate,  penso che un bel "Deus ex Maquina" sarebbe veramente molto comodo. 
Sarebbe un bel prendersi in giro, sì, ma d'altro canto ci siamo abituati, lo hanno sempre fatto comunque gli altri.
L'attesa di una soluzione fortunosamente illogica arrivata dal cielo ci aumenterebbe la speranza di poter arrivare a soluzioni per noi più vantaggiose.
A questo punto mi è sorto un dubbio: la speranza nel tocco fatato della bacchetta magica è stata, e lo è ancora, sempre ben celata dentro di noi?

Aspettiamo sempre, come facevamo da bambini, le fate, i folletti, i Super Eroi o Goldrake e tutti gli altri  per poter risolvere i nostri problemi?




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p.s.:  Scusatemi,
se avete gradito la lettura di questo post e ne siete convinti,perchè non votarmi ( anche questo post è su oknotizie.virgilio.it) qui :

Ve ne sono molto grata,
GRAZIE!!!



domenica 20 maggio 2012

I'VE THE BLUES

I feel like a motherless child

Sì mi sento giù.
Mi sento orfana.
Con la violenza hanno strappato e cancellato i sogni di un fiore della nostra terra.
Hanno massacrato la vita di Melissa Bassi e con lei la fiducia nel mondo dei nostri giovani ed anche la nostra tranquillità.
Tranquillità già molto provata, in verità.
Faremo uno sforzo enorme a riprenderci ma continuare a vivere come tutti i giorni.
Non dobbiamo arrenderci, lo dobbiamo fare per i nostri giovani.




Sometimes I Feel Like A Motherless Child :
(Songwriters: WOLF, LARS )

Sometimes I feel like a motherless child

Sometimes I feel like a motherless child
Sometimes I feel like a motherless child
Long way from my home
Sometimes I wish I could fly
Like a bird up in the sky
Oh, sometimes I wish I could fly
Fly like a bird up in the sky
Sometimes I wish I could fly
Like a bird up in the sky
Closer to my home

Motherless children have a hard time
Motherless children have-a such a hard time
Motherless children have such a really hard time
A long way from home

Sometimes I feel like freedom is near
Sometimes I feel like freedom is here
Sometimes I feel like freedom is so near
But we're so far from home