DOMANDA ( … e questa volta la faccio in modo esplicito): -SECONDO VOI, IL DIVORZIO PUO’ DETERMINARE LA FINE DI UN’AMICIZIA?-
La sola parola divorzio mi mette sempre tanta tristezza. Secondo me, racchiude tutta l’essenza della delusione e della sconfitta di una coppia.
E' comunque sempre il rimedio migliore per situazioni drammatiche e insostenibili, questo è fuori d’ogni discussione.
Non mi piace schierarmi da una parte o dall’altra, per me la famiglia è una cosa seria non è un campo di calcio.
E’ molto doloroso pensare alle ripercussioni che ha un divorzio sui figli, a come inciderà sul loro futuro, specialmente perché molto spesso sono sballottati da uno o dall’altro genitore, o addirittura anche usati come arma contro uno o l’altro coniuge. Questo, ahimè, è dolorosamente noto a tutti.
Non ho esperienze dirette di divorzio, ma in giornidi preparativi per il Natale come questi mi assale una rabbia proprio causata da un divorzio.
Molti anni fa in Inghilterra avevamo conosciuto una famiglia molto felice. Marito sereno, colto, estroverso, sensibile, sempre disponibile, insomma un amico che tutti vorremmo avere… E noi lo avevamo trovato.
Sua moglie molto saggia, anche lei molto disponibile ma un po’ meno disinvolta e non molto loquace.
Due figli che riflettevano la solarità e la serenità dei loro genitori, quindi una famiglia simile a quella del Mulino Bianco.
Noi eravamo orgogliosi di averli come amici. Ogni anno ci si vedeva in estate. A Natale c’era lo scambio degli auguri e la cerimonia del pacco da spedire con tutti i nostri regalini per i quattro cari amici. Poi c’era l’altra cerimonia: l’apertura del loro pacco con tutte le British sorprese possibili e immaginabili per noi e i nostri bambini.
Tutto questo è durato fino a pochi anni fa quando, dopo 48 anni di matrimonio invidiabile, un divorzio ha fatto rompere l’incantesimo.
In questi casi c’è tutta una serie di procedure che non mi interessano, ma cosa c’entro io nel loro divorzio? Io c’entro sì, perché nessun giudice ha provveduto ad assegnare gli amici, non è previsto, lo so e forse a ripensarci, meno male.A noi è rimasta la nostra amica Maria, ma abbiamo perduto Barry che lasciando sua moglie (fatti loro) ha dovuto rinunciare a noi.
Abbiamo cercato di contattarlo in tutti i modi, ma tutto invano, il divorzio ha colpito anche noi!
E’ passata una settimana. Mi ero posta già tante domande, rimaste lì senza risposte. Ora ne ho aggiunte molte altre, anch’esse senza risposta. Quindi non mi resta che seguire ciò che mi dicono questi versi.
Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore… cerca di amare le domande, che sono simili a stanze chiuse a chiave e a libri scritti in una lingua straniera. Non cercare ora le risposte che possono esserti date poiché non saresti capace di convivere con esse. E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora. Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga, di vivere fino al lontano giorno in cui avrai la risposta.
Translation for English language speaking friends
QUESTIONS WITHOUT ANY ANSWERS
One week passed.
I had already put many questions to myself, they are there without any answers.
Now I have added many more to them, they are without any answers too.
So I 've only to follow what the following verses tell me.
In queste ultime settimane, sebbene mi faccia un po’ di ginnastica mentale, o meglio mi costringa a pensare ad altro. Sono tanti i discorsi che sentiamo, perciò forse è inevitabile non pensarci, anche se siamo in "terapia di autodifesa".Io uso ricorrere alla musica in questi casi, e… guarda un po’ qual è la mia attuale colonna sonora? E' una vecchia canzone : “E’ ARRIVATA LA BUFERA” di R. Rascel che pensavo fosse degli anni ‘50. Ma risale al periodo pre-seconda guerra mondiale, come ho appreso di recente.
Mi sono ribellata a me stessa e per convincermi della sua inadeguatezza alla situazione storica di allora, ho fatto un po’ di ricerca.
Ho scoperto fatti che mi hanno portato a chiedermi: “Ma in Italia è mai passata la bufera?”
Infatti, stando a quello che è scritto qui http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=6368&lang=it,“La Bufera” è del 1939, una risposta autoironica alla possibile entrata in guerra dell’Italia accanto alla Germania nel secondo conflitto mondiale. Ho riletto il testo di Renato Rascel, l'ho trovato molto vicino alla nostra situazione e ho capito che noi non siamo mai usciti dalla bufera. Vedete un po' se non è molto descrittiva del nostro periodo, a me sembra comunque degna di essere ascoltata.
La Bufera
di R. Rascel
Quando scende in ciel la sera
Ed infuria la bufera
Più non canta capinera, è finita primavera,
vi saluta e se ne va...
L'acqua scende e bagna tutti,
siano belli siano brutti,
siano grandi oppur piccini,
metà prezzo ai militar...
Con l'acqua che scende, che scroscia e che va,
Pierino in angosce calosce non ha...
È arrivata la bufera,
è arrivato il temporale,
chi sta bene e chi sta male,
e chi sta come gli par...
Nella notte profonda,
sembra che uno glielo avesse detto, e invece non glielo aveva detto
che poi anche se glielo avesse detto quello lì non ci sentiva
sai come succede in queste cose qua...
È arrivata la bufera
È arrivato il temporale
Senza pepe senza sale
La minestra non si fa...
(Secondo strapazzo)
Nel suo morbido lettino,
dorme placido Pierino
e suo zio ch'è di Voghera
sta danzando l'habanera
mentre infuria il temporal
il suo babbo è minatore
e ogni dì gli batte il cuore
ma se un dì non batterà
quasi certamente, forse chi sa, può darsi che morirà...
È arrivata la bufera
È arrivato il temporale
Chi sta bene e chi sta male
E chi sta come gli par...
Un uomo si scuote, fa un salto mortale
Il padre lo bacia, lo bacia suo padre,
gli dà un altro bacio
e una scarpa sul naso
e poi un altro bacio, poi ci ripensa e gli dà un'altra scarpa sul naso
e poi se ne va...
È arrivata la bufera
È arrivato il temporale
Chi sta bene e chi sta male,
e chi sta come gli par....
Forse non sono molti quelli che conoscono "Domenica è Sempre Domenica" una canzone della fine degli anni ‘50”. Era l’epoca dei primissimi quiz televisivi e questa era proprio la sigla de ”Il Musichiere”. Era una trasmissione serale che andava in onda il sabato e che tutti aspettavano dopo “Carosello” perché era consentito anche ai bambini rimanere in piedi per seguirla. I partecipanti anonimi e i campioni di tutti i generi si esibivano facendo divertire tutti di ogni età e cultura. Insomma, una trasmissione leader nella tipologia di intrattenimento che aveva un vastissimo consenso. Ormai la trasmissione è da considerare un pezzo storico, ma la sigla io la considererei un evergreen se non altro perché nel testo sembra che ci siano le aspettative di relax di tutti noi per la domenica. Probabilmente molti dei genitori l’hanno cantata e qualcuno, allora piccolo, ne avrà memorizzato la melodia.
Sono sicura però che il testo è sfuggito ai più. Eccolo riportato come memoria di quello che eravamo. E’ un ricordo o è un sogno?
…è sicuramente l’inno al godimento delle piccole grandi ricchezze della vita!